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Idd: poche le adv iscritte al Rui

15/05/2019 09:18
Non �� facile avere i dati ufficiali, sul sito dell’Ivass non è ancora possibile estrapolare i soli intermediari a titolo accessorio, in ogni caso si contano sul palmo di una mano

L’arrivo dell’Idd ha cambiato il ruolo degli agenti di viaggi, che dovranno essere intesi come intermediari a titolo accessorio ed essere iscritti al Registro Unico Intermediari (Rui) da parte di una compagnia assicurativa o di un broker se vogliono poter vendere polizze superiori ai 200 euro. Ad oggi quante adv si sono iscritte al Rui e quante preferiscono rimanere entro i limiti di esenzione? Sembra non sia facile avere i dati ufficiali, “in quanto dal sito dell’Ivass (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni) non è ancora possibile estrapolare i soli intermediari a titolo accessorio – spiega a  Michele Cossa, amministratore delegato Borghini e Cossa S.r.l. - Insurance Broker -. In base ai rumors di mercato non credo si arrivi al centinaio di iscritti”.

Come si sa “l’iscrizione nella sezione E del Rui – fa presente Christian Garrone, responsabile dell’intermediazione assicurativa I4T - impone relazione diretta con un dominus intermediario, corso di formazione iniziale di 60 ore, corsi di aggiornamento annuale di 15 ore e utilizzo di un conto corrente separato per la gestione delle assicurazioni”. Come si vede l’impegno non è poco per l’adv che dovesse decidere di intraprendere questa strada ed è lei che deve valutare se ne valga la pena o meno. Per lo più il peso delle polizze con premio superiore a 200 euro per passeggero non è molto alto in agenzia. 

Dal fronte assicurativo i dati sulle adv iscritte al Rui sono molto esigui. “Al momento tra le adv che collaborano con noi, quelle che hanno richiesto di iscriversi alla sezione E accessoria del Rui si contano sul palmo di una mano”, conferma Europ Assistance Italia. In linea Nobis Filo diretto Assicurazioni la cui strategia è stata “proporre alle adv con importanti volumi di polizze emesse l’iscrizione al Rui. Stiamo parlando di un numero molto esiguo, meno di una decina. Le altre circa 2000 adv che lavorano con Nobis, continuano a operare nei limiti dell’esenzione o con l’appoggio del call center della compagnia”.
Ad entrare ancora di più nel dettaglio di ciò che compete all’adv è Ami Assistance, che si sofferma sui costi di iscrizione al Rui, “circa 200 euro”, ma anche sulla necessità “di trovare un delegato assicurativo e di assicurargli 60 ore di formazione il primo anno e 30 gli anni successivi, con altri esborsi a carico dell’adv. Ci sono numerosi vincoli che possono essere sostenuti e hanno un senso forse solo per le adv con un maggior fatturato in termini di polizze, e soprattutto che gestiscono viaggi di una certa entità per cui il valore di una polizza può facilmente superare i limiti imposti dall’Idd”.
Da Ergo Assicurazione Viaggi si osserva che "l’Idd limita l'operatività delle agenzie di viaggi rispetto alle polizze di importo elevato e ha fatto sì che le stesse si rendessero conto dell’alta redditività di questo tipo di vendita. Le agenzie che si rivolgono al segmento high-level, poiché si trovano frequentemente ad emettere polizze di premio superiore ai 200 euro, si stanno orientando verso l’iscrizione. Va detto comunque che si tratta di una nicchia di mercato: in valore assoluto il numero di polizze coinvolto dal blocco Idd è minimo e la maggior parte delle agenzie di viaggi non ha in programma di iscriversi al Rui". s.v.

Per un approfondimento dell'argomento rimandiamo al numero 1570 di Guida Viaggi del 13 maggio. 

 

 


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