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Akamai e il ruolo dei “bot”

05/12/2016 - numero Edizione 1516

Akamai è una società b2b protagonista del mondo internet e se oggi riusciamo facilmente ad accedere ai contenuti presenti in rete è anche grazie a lei. E’ infatti specializzata nell’offerta di servizi di content delivery, soluzioni che mirano a migliorare le web performance e proteggono i contenuti dei siti e i siti stessi dagli attacchi hacker. Tra i suoi clienti si annoverano aziende del calibro di AirBnB. Un ruolo importante nei siti di viaggio lo giocano i bot, che potremmo definire come traffico automatizzato sul sito aziendale. “In generale, le aziende non sanno quali tipi di bot si trovino sul loro sito né quale impatto questi abbiano sulla customer experience – spiega Alessandro Rivara, major account executive Akamai Italia -. I bot possono avere scopi diversi, positivi o negativi e hanno un effetto su come i clienti trovano il sito, sulla qualità dell’esperienza online, sull’accuratezza dei dati di marketing e sulle relative analytics, sul posizionamento competitivo e anche, direttamente, sul risultato economico”. Ma cosa hanno a che fare i bot con i viaggi? “Giocano un ruolo importante sul modo in cui i clienti cercano e selezionano viaggi e hotel - commenta il manager -. I motori di ricerca, infatti, creano dei bot per navigare i siti e restituire informazioni sul contenuto del sito, contribuendo a definire la posizione del sito nei risultati delle ricerche”. Secondo Rivara le aziende del comparto turistico devono tenere presente come sta cambiando il ruolo dei motori di ricerca. “E’ necessario assicurarsi che i crawler dei motori di ricerca vengano ‘trattati bene’ in termini di performance, affinché non venga penalizzata la posizione nei risultati delle ricerche”, spiega. Un altro aspetto della interazione con i bot coinvolge i partner che vendono i prodotti o i servizi di un’azienda turistica mediante altri canali (Ota o agenzie tradizionali). Lo scopo è del tutto legittimo e i benefici sono reali, ad esempio ampliare il raggio d’azione e il pubblico. Le aziende devono avere la sicurezza che questi bot ottengano le informazioni necessarie senza effetti negativi sull’esperienza dei visitatori del sito.

I dati
L’esperienza su sito è anche determinata dai dati. Un numero elevato di viaggiatori si aspetta un servizio altamente personalizzato e per questo motivo è necessario saper sfruttare al massimo i dati raccolti dai visitatori del sito. Ciò consente di offrire un’esperienza più personalizzata e di concludere vendite di maggior valore. “Ma un sottoprodotto della proliferazione dei bot è che i dati di marketing, sui quali sono basate decisioni sia strategiche sia tattiche, sono in realtà inquinati – avverte Rivara -. I bot di fatto alterano i dati, che rappresenteranno in modo errato la vera natura dei clienti, invalidando le conclusioni ricavate dall’analisi del data set”.
Nell’area della prenotazione dei voli vi è, inoltre, una correlazione diretta tra azione dei bot e costo del volo. Se su un sito c’è una quantità di bot che generano interrogazioni, buone o cattive che siano le ragioni, le richieste vengono inviate al Gds che restituisce le informazioni appropriate. Ogni volta che il Gds risponde a una richiesta il sito che genera la richiesta viene ricompensato. Se il 30% del traffico viene generato da bot, con un volume di richieste che può essere di centinaia di migliaia al giorno, è possibile un aggravio sensibile dei costi per un’attività che non genera alcun utile.                           



Laura Dominici

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