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Gli enti ripensano la promozione

06/02/2017 - numero Edizione 1518

Abu Dhabi, Fiandre, Grecia, Irlanda, Spagna, Repubblica Dominicana, Lastminute.com all’appello

Il desiderio di viaggio non si ferma con la paura e il rischio di attentati ri-orienta le scelte sulle destinazioni. “Dove possono, i viaggiatori cambiano modo di viaggiare”, sintetizza Daniela Mastropasqua, industry lead travel di GfK Italia. “La paura (in generale, non di viaggiare tout court, ndr) è un sentiment mondiale – incalza l’account director Silvia Pizzetti - e coinvolge un terzo della popolazione di 21 Paesi analizzati dalle nostre ricerche”. Le popolazioni più terrorizzate non sono quelle delle nazioni dove sono avvenuti i casi recenti di terrore: in Belgio solo il 18% ha espresso questo stato, in Francia il 24%, in Germania il 15%. Al contrario, il 64% dei brasiliani teme per la sicurezza, in Messico il 48%, in Russia il 42%.

Impatto
“L’impatto sui viaggi è indubbiamente negativo, italiani e greci poi hanno la stessa testa e non prendono l’aereo per paura o vanno in vacanza a casa dei parenti quando si crea un clima di incertezza – commenta Kyriaki Boulasidou, direttrice dell’ente del turismo della Grecia -. In questo le agenzie di viaggio hanno un importante ruolo di orientamento, di rassicurazione”. Aliena dal mood di insicurezza che aleggia sul Medioriente è Abu Dhabi “percepita completamente al di fuori della mappa mondiale della paura”, argomenta la country manager di Tca, Dora Paradies.
Paradosso sull’incertezza anche per la Spagna, non per attentati ma senza governo per quasi un anno, eppure con un Pil che vola così come il turismo. “I nostri punti di forza sono le infrastrutture, la grande connettività con l’Italia, i servizi come la sanità che rassicurano i turisti. Nell’ultimo trimestre aumentano anche i lunghi weekend in destinazioni fino a pochi anni fa sconosciute come Santander e Salamanca”, osserva Maria Teresa de la Torre Campo, direttrice dell’ente Spagna. Deve riposizionarsi con un attento lavoro di promozione Visit Flanders, con la Francia il Paese più interessato da criticità internazionali che di fatto fermano il turismo.

B2b e b2c:
l’azione congiunta
dà i risultati migliori

Non male fa in questo caso la collaborazione con Ota e tour operator per guidare i visitatori. “Albatravel è per noi il primo operatore b2b”, dice Giovanna Sainaghi Direttrice Ente Fiandre_Visit Flanders Italia, che tra i partner vede anche eDreams Odigeo. “Una destinazione deve ispirare gli utenti quando appare su una online travel agency, mentre noi possiamo incentrare la campagna su un focus, un aspetto di essa”, spiega Elena Grassi, hotel and vacations trading manager gruppo LastminuteCom.
E’ da azioni congiunte b2b-b2c che si ottiene la quadra, “senza il sostegno degli enti del Turismo un tour operator non va molto lontano”, commenta il past president di Astoi, Luca Battifora. E anche se le mete presenti alla tavola rotonda sono perlopiù disintermediate, non manca la creatività da parte degli operatori laddove si ritagliano delle finestre di programmazione come per l’Irlanda.
“Quello italiano è un mercato dinamico, i nostri tour operator spaziano nelle proposte di prodotto ma i molti voli, anche low cost, portano alla prenotazione diretta”, così Niamh Kinsella, direttrice dell’ente.
Si avvale, invece, pressoché completamente del trade la Repubblica Dominicana.
Per la meta caraibica la priorità è spingere il turismo verso Samanà e aree meno esplorate rispetto alle spiagge di Bayahibe, sollecitando target nuovi. “Da due anni ho iniziato a lavorare sul Mice – osserva la direttrice dell’ente Neyda Garcia -. Abbiamo registrato la presenza dei primi 1200 congressisti”.         

    



Paola Baldacci

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