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Cambia la gestione finanziaria delle agenzie di viaggi

10/12/2018 - numero Edizione 1560

Iata introduce il Bsp quindicinale e nuovi parametri di accreditamento e di riesame dei ricorsi 

Non bastava una normativa tutta da rivedere - dal Gdpr alla fatturazione elettronica, alla Direttiva Pacchetti al fondo di garanzia - ci volevano anche i nuovi criteri finanziari della Iata, l’istituzione di un soggetto terzo per le controversie tra vettori e distribuzione e, ciliegina sulla torta, la stangata del Bsp quindicinale a partire dal gennaio del 2020. Si potrà parlare di allineamento globale, di uniformità delle procedure, di maggiori tutele necessarie, ma tutte queste novità impattano fortemente sul lavoro d’agenzia.
Partiamo dall’ultima notizia in ordine di tempo, la cadenza del pagamento della biglietteria che passa da mensile a bimensile. “Sono rimasti soltanto sette Paesi nel mondo ad avere un Bsp mensile e in particolare soltanto due in Europa, tra cui l’Italia", ci conferma Ivana Jelinic, presidente Fiavet Nazionale, che ha appreso in anteprima la notizia partecipando al recente Apjc di Roma. Per la Iata si tratta evidentemente di una "scelta inevitabile, per garantire un allineamento a livello mondiale, ma questo non vuol dire - spiega la presidente - che non lotteremo. Fiavet porterà avanti una protesta rigorosa. Abbiamo già annunciato la nostra contrarietà rispetto alla decisione che, nell’ambito specifico, penalizza le aziende del settore in modo significativo". Resta il fatto che sarà difficile opporsi ad una decisione in sostanza già presa e che va verso un'uniformità a livello globale. "Certo la gestione finanziaria delle agenzie - osserva Jelinic - cambierà. Se verrà confermata la disposizione, nell'anno di tempo che avremo a disposizione dovremo fare un ulteriore sforzo di adattamento". Sforzo che si inserisce in un contesto generale complesso. "Esattamente - replica la presidente - sia sul fronte normativo, che su quello economico per tutto il settore. Certo è una decisione che non avremmo voluto ricevere in una fase così delicata".
La battaglia non si ferma e Fiavet intende chiedere sostegno all’Ectaa (l’associazione europea degli agenti di viaggio e dei tour operator), ma realisticamente parlando, la presidente ammette: “Vedo difficile riuscire a modificare la decisione, indipendentemente da quante voci si alzino. I margini di manovra sono risicati". Cosa fare per adattarsi a questo cambiamento finanziario? "In quest’anno ci sarà bisogno di preparazione e adattamento ai tempi per non subire passivamente la decisione, che sicuramente influirà sull’operatività quotidiana dell'agenzia".

La modifica unilaterale
La notizia sul Bsp è soltanto l’ultima in ordine di tempo di altre posizioni prese, come ha spiegato di recente Ectaa, unilateralmente da Iata, che parla di modifica unilaterale di alcune regole del Passenger agency program, in base al quale gli agenti accreditati Iata commercializzano i biglietti aerei e trasmettono i report delle vendite alle compagnie aeree.
Due i punti chiave contestati. Il primo riguarda i criteri finanziari che gli agenti devo-no soddisfare per essere accreditati, che sono determinati congiuntamente e sui diversi mercati da compagnie aeree e agenti nel cosiddetto Agency Programme Joint Council. Le nuove regole introdotte da Iata consentiranno a terze parti di rivedere tali parametri - laddove Iata li ritenga carenti o insufficienti - e di formulare raccomandazioni agli Apjc. In sostanza, secondo Ectaa, ciò significa che "la capacità degli agenti di determinare tali parametri è seriamente ridotta e rende l'Apjc irrilevante". Il secondo punto è relativo ai ricorsi: oggi gli agenti possono richiedere un riesame su una decisione della Iata che riguarda la loro attività rivolgendosi a un mediatore indipendente, chiamato Travel Agency Commissioner (Tac). Eventuali modifiche al programma Tac devono essere discusse e concordate congiuntamente dalle compagnie aeree e dagli agenti nel cosiddetto Passenger Agency Programme Global Joint Council. Nonostante la forte opposizione degli agenti e in contrasto con le regole vigenti, Iata ha adottato unilateralmente delle modifiche al programma Tac che limitano notevolmente la possibilità degli agenti di chiedere l’intervento di un mediatore indipendente."Questo non è un approccio collaborativo – spiega Ectaa - e mette in evidenza le distorsioni delle regole Iata che disciplinano la distribuzione dei biglietti aerei a scapito degli agenti”.
Conferma anche Alfredo Pezzani, che da maggio di quest’anno rappresenta Confturismo nell’Air MatterCommittee di Ectaa. Due i nodi: le regole mondiali sulla base delle quali si andranno a definire, a livello nazionale, e i nuovi criteri di affidabilità finanziaria, che consentiran-no alle agenzie di viaggio di essere accreditate per l’emissione di biglietteria aerea e il meccanismo di risoluzione delle controversie tra le compagnie aeree e la rete distributiva agenziale.

Un rapporto vecchio e superato
Tutta la questione suona un po’ da “vecchia solfa” e Davide Rosi, managing director di Bcd Travel (Gruppo Ventura) spiega: “Con Iata, ovverossia con i vettori che parlano per suo tramite, non c’è una relazione commerciale paritaria e il rapporto è rimasto alla ‘notte dei tempi’, impostato  sostanzialmente sulla logica degli agenti di commercio delle compagnie aeree, senza peraltro averne i requisiti minimi a livello di contratto commerciale/economico, il quale prevede delle remunerazioni per le spese sostenute nell’espletare i servizi di biglietteria”. Un rapporto di sudditanza, insomma.
“Siamo sempre sottostati a questo, però nel frattempo il mercato è cambiato, le agenzie sono aziende a tutti gli effetti che svolgono molte altre funzioni, hanno dimensioni a volte analoghe a quelle delle compagnie, gestiscono il cliente in modo indipendente, alla stregua di una grande distribuzione specialistica di prodotti e servizi. E le compagnie, quando fa loro comodo, pretendono la nostra indipendenza, altrimenti pretendono di determinare le nostre modalità organizzative e di gestione, imponendo regole procedurali, organizzative e commerciali attraverso la Iata, senza che noi si possa fare granché. Speriamo di ottenere più indipendenza con l’arrivo di Ndc”, chiosa Rosi.
Dei due temi di variazione del Passenger agency programme, secondo Rosi il primo non è rilevante, perché è nelle facoltà di qualsiasi azienda di volere valutare la capacità finanziaria del proprio partner in affari. “Il controllo sulla situazione finanziaria delle agenzie è secondo me di scarso valore e peraltro non ci vedrei neanche nulla di particolarmente strano: le valutazioni sulla solidità finanziaria di clienti e fornitori le fanno tutte le aziende, ognuna con la propria metodologia e con i propri consulenti”, spiega. Molto più grave il secondo tema, che limita effettivamente la possibilità di disputa dei contenziosi da parte delle agenzie. “In un meccanismo di rapporto commerciale diseguale, non mi concedi nemmeno le condizioni paritarie per gestire i contenziosi? Direi un colmo!”. Purtroppo, l’esperienza insegna a Rosi che nulla si può controbattere. Perché? “Le agenzie non saranno mai unite in azioni drastiche per cambiare il rapporto di sudditanza, nessuna vorrà perdere gli incentivi e il rapporto di agenti di commercio che sottostanno a decisioni unilaterali continuerà”.


Cambio di modello
L’impasse è generata dal fatto che “l'attuale sistema di business del travel è completamente anacronistico – continua -, le agenzie sono aziende a tutti gli effetti e non agenti dei vettori, per cui bisognerebbe sovvertire completamente il modello, uscendo dalle pastoie e storture causate da Iata, Bsp e argomenti collegati”. Come, ad esempio? “Le aerolinee devono rendersi conto che il controllo del prezzo non ha più ragion d’essere e dovrebbero permetterci di fare il pricing con un mark-up, in questo modo diventa un tema di grande distribuzione. Non avremo più problemi di over commission o fee, i clienti ci riconoscerebbero per il valore che offriamo e noi gestiremmo in completa autonomia i nostri guadagni senza dipendere da obblighi di crescita, incentivi dei fornitori e imposizioni organizzative ormai inaccettabili”. Chissà se con Ndc vedremo questa innovazione?                       



Paola Baldacci e Laura Dominici

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