EDITORIA - EVENTI - SERVIZI  DAL 1972 AL SERVIZIO DEL TURISMO PROFESSIONALE

 
HOME > Magazine - Focus - Iata

Il messaggio del trade: “Salvate le visioni locali”

10/12/2018 - numero Edizione 1560

Il rischio è quello di un depauperamento dell’Apjc

Decisioni unilaterali, impoverimento del ruolo degli Apjc, figure terze che non si sa come e da chi vengano scelte. La sensazione della distribuzione è che per l’ennesima volta le decisioni di Iata ricadano dall’alto sulle spalle delle adv. Se una revisione dei criteri di affidabilità può essere anche comprensibile, non lo sono altre mosse, dicono gli interlocutori sentiti da Guida Viaggi. Una di queste è il Bsp quindicinale al 2020, che “è abbastanza preoccupante”, commenta Massimo Caravita, presidente di Marsupio Group, ma anche poco comprensibile, di questi tempi quando la maggior parte dei pagamenti è effettuata tramite carte di credito. Prima di tutto il manager osserva che la possibilità del Bsp due volte al mese, non è una novità, “esiste già da tempo, solo che prima era su base volontaria ora, da quanto si apprende, sembra che non lo sia più e ovviamente non fa piacere”. Tra l’altro, nemmeno prima era una “soluzione interessante – osserva Caravita -, in quanto non si ha una proporzionale riduzione della fideiussione”. La soluzione quindicinale era stata pensata per chi aveva difficoltà ad avere fideiussioni, “ma sono rari i casi in cui è stata adottata”. Secondo il manager una simile posizione da parte Iata, per questioni di tutela “poteva avere un senso anni fa, ora meno, perché la maggior parte delle adv mette tutto su carta di credito e il rischio finanziario per il vettore è inferiore”. La prova viene dai numeri, visto che “si stima che intorno al 70% del Bsp venga pagato su carta di credito con un trend in aumento”. Nel 2014-15 era quasi al 50%.
C’è poi da considerare anche un altro punto importante: “Se ci fosse un ulteriore stallo sull’uso delle carte di credito delle adv, allora sarebbe un grande problema”. Inoltre, si creerebbe una “disparità rispetto al canale diretto ”.
Ad aggravare la situazione è il fatto che “sta subentrando la moda di azzerare completamente le commissioni alle adv, anche da parte di vettori minori. Se ci fosse una visione comune e condivisa, molte adv sarebbero disposte ad arrivare allo 0% di commissioni a fronte di tariffe non esposte, che valorizzerebbero la loro attività imprenditoriale”. Da qui si comprende il valore che possono avere i tavoli di confronto con gli Apjc locali, che sono in grado di cogliere le differenze e le peculiarità dei mercati, “valorizzando ancora di più il ruolo delle adv – sottolinea il manager -. Se si tolgono gli Apjc si impoverisce la possibilità di un dialogo costruttivo con gli stakeholder interessati”. La lettura che dà il manager su ciò che sta avvenendo è quella di “un depauperamento sempre di più degli Apjc, mentre si dovrebbe fare il contrario, avanzando proposte congiunte. Iata rappresenta vettori a respiro globale, ma occorre salvaguardare le visioni locali”.

L’ente terzo
Fare battaglia sì, ma bisogna anche riflettere “sulla scelta dell’ente terzo”. Vittorio Amato, responsabile industry relations di Welcome Travel, incentra l’attenzione su questo punto nella querelle Iata-adv. Il manager parte dall’assunto che “esistono dei criteri di affidabilità finanziaria a livello nazionale sulla base dei quali le adv sono accreditate per l'emissione di biglietteria. Iata asserisce che, se qualche cosa non è chiaro, ci può essere un ente terzo che può rivedere i parametri”. Tutto ciò secondo Amato “può essere comprensibile, purché la terza parte sia scelta anche da Apjc con la partecipazione delle adv”. Ciò che la distribuzione vuole sapere è chi sia l'ente terzo e su quali basi si muova. Si porta avanti la battaglia “sulla determinazione dell'ente terzo, con l’obiettivo di partecipare all’identificazione”.
Sul tema dei ricorsi il manager dice che “Iata non può modificare unilateralmente il programma Tac, che prevede una figura di mediatore indipendente”. Inoltre, “è fondamentale che il mediatore resti indipendente e che non ci sia una limitazione alle richieste da parte delle adv”.
Cosa accadrà? E’ una fase di osservazione. “Il Passenger Agency Program regola i rapporti tra Iata e adv sui criteri di affidabilità. L'intento è quello di rivedere le regole mondiali”, spiega Amato. L’amara constatazione è che Iata “ha un potere sempre più forte nei confronti delle adv. Il cui ruolo diventa sempre più marginale, ma oggi gli agenti non sono più solo venditori di biglietti, sono aziende e come tali devono essere interpellate – asserisce Amato -. Vediamo in modo positivo la revisione con la partecipazione delle associazioni di categoria, ma ci piacerebbe essere chiamati in causa per capire le intenzioni di Iata”.         



Stefania Vicini

TAGS

COMMENTA

Ultime News

Guarda tutte