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Toscana a segno più

10/12/2018 - numero Edizione 1560

Il quadro delineato nella decima edizione di Buy Tuscany, che per la prima volta si è rivolto agli operatori interni

Si è chiuso con 4.000 dei 4.600 incontri d’affari in agenda, intercorsi tra i 100 operatori turistici toscani e gli oltre 200 buyer nazionali e internazionali, che si concretizzeranno in contratti veri e propri per un fatturato stimato, per la stagione 2019, di 39 milioni di euro. E’ il bilancio di Buy Tuscany, la due giorni tenutasi alla Stazione Leopolda di Firenze e arrivata alla decima edizione. La manifestazione ha messo a segno, dunque, il +95% rispetto al 2017 che si chiuse con 20 milioni di fatturato.
Sul fronte internazionale i mercati apparsi più interessati alla destinazione Toscana sono stati Canada, Usa e Nord Europa, mentre i segmenti d’offerta più apprezzati sono stati Luxury, Country & Flavours e Sun&Sea. Il tutto per un tasso di gradimento degli incontri del 91.5% e di possibilità di conversione dell’incontro in business del 81%. Percentuali che crescono in modo significativo quando, poi, si guarda al mercato interno a cui, per la prima volta in 10 edizioni di Buy Tuscany, è stata dedicata la prima giornata di contrattazioni. Qui il livello di soddisfazione è stato del 98% e la possibilità che gli incontri si concretizzino in affari veri e propri addirittura del 97%, con i segmenti più apprezzati che, in questo caso, sono stati: Leisure, Wedding e Luxury.

Incrementare
il turismo interno

Un segnale ottimo per una regione che, per il prossimo anno, vuole puntare a far crescere proprio il turismo interno. “La decima edizione è un traguardo importante - ha commentato Toscana Promozione Turistica -. Buy Tuscany è cresciuto molto e ha incrementato il numero di buyer e di seller. Tra le novità di quest’anno per la prima volta Buy Tuscany si è rivolto agli operatori interni. Non è banale, ma si tratta di una precisa scelta strategica. Siamo una regione fortemente internazionale perché sono aumentati i numeri, ma il mercato interno non è cresciuto come quello straniero”. Una direzione da seguire nel futuro: “Le nostre strategie di promozione - ha proseguito l’ente - ci vedranno impegnati proprio sul mercato italiano con progetti come Costa Toscana che lanceremo ufficialmente in occasione della prossima Bit di Milano e che rientra in un più ampio piano per far crescere i flussi interni in una regione in cui, da sempre, sono i viaggiatori internazionali a rappresentare la fetta maggiore del mercato turistico”. Non manca l’apprezzamento all’estero, in ogni caso, come attestano i dati, che mostrano un’estate toscana che si è chiusa con un +2,2% nelle presenze, in cui mercati storici come Stati Uniti, Regno Unito e Germania si consolidano mentre tornano a crescere i flussi dalla Russia e dal Brasile. Importanti conferme arrivano da mercati lontani, come Australia o Corea del Sud. E in crescita è anche la permanenza media e la spesa dei turisti stranieri in Toscana che nei primi sei mesi del 2018 ha fatto registrare un +7% rispetto allo stesso periodo 2017. Come è emerso dai dati presentati da Maria Elena Rossi, direttore marketing e promozione di Enit, da gennaio a giugno i turisti stranieri che hanno visitato la Toscana hanno speso, complessivamente, 1,8 miliardi di euro, per una spesa media di 113,4 euro al giorno. Numeri che, appunto, si traducono in un +7% della spesa dei turisti provenienti da paesi esteri rispetto allo stesso periodo del 2017. Ottimi segnali arrivano anche dal fronte del traffico passeggeri negli aeroporti toscani per le prossime vacanze natalizie: in linea con quelli di dicembre 2017 gli arrivi previsti a Firenze e in crescita del +22,7% quelli su Pisa. Turismo col segno più per la Toscana che, dunque, chiude l'estate 2018 con un +2,2% nelle presenze. "I dati che abbiamo visto ci danno un grado di soddisfazione importante in termini di apprezzamento della nostra regione". A parlare è Stefano Ciuoffo, assessore al Turismo della Regione Toscana.

La scommessa, ha aggiunto l'assessore, "è stare sempre sull'onda in un continuo afflusso di turisti. I flussi sono la ricchezza, un'occasione su cui investire". La soluzione non è secondo Ciuoffo quella di limitare gli ingressi, ma piuttosto "governare lo scenario. I turisti sono un problema quando non vengono". Rispetto al problema dell'affollamento, ha proseguito,"dobbiamo elaborare un quadro in cui la sostenibilità venga ritrovata, dobbiamo fare in modo che non tutti vadano nello stesso luogo nello stesso momento. Intercettare i comportamenti dei turisti ci permette di governarli, non certo con i tornelli".

Un aiuto può venire dai big data (dati di roaming dei turisti, arrivi negli aeroporti e porti toscani, accessi ai musei, etc.) per analizzare i comportamenti e i flussi turistici internazionali individuando gli itinerari turistici più frequenti legati alle nazionalità di provenienza e nei diversi periodi stagionali. Uno strumento per lo studio di soluzioni e strategie che portino a un turismo sempre più sostenibile, destagionalizzato e decentralizzato dalle attrattive e punti di interesse più richiesti dal turismo di massa per “una Toscana visitabile in ogni stagione e che possa offrire a quanti vengono più di una opportunità”, auspica Ciuoffo. A monte, c'è "bisogno di ragionamenti, di un'Enit solida come lo è, di politiche nazionali ben pensate".        



Nicoletta Somma

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