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Il club la scelta di Futura

11/02/2019 - numero Edizione 1563

“Consolidare il prodotto che è solo tuo ti rende inattaccabile, ti tuteli da quello che i grandi gruppi industriali potrebbero fare”. Giorgio Lotti, direttore commerciale di Futura Vacanze, la pensa così. Non teme le operazioni di integrazione che si sono verificate in questi ultimi tempi nel settore del tour operating, “non credo sia un rischio l’operazione Eden-Alpitour – asserisce il manager -, c’è spazio per tutti i protagonisti”. E Futura ha le idee chiare quanto allo spazio che si vuole ritagliare nel mercato. Il futuro dell’operatore sarà sui club. “Il monografico dedicato ai Futura Club, con 17 strutture totali, è un punto di arrivo rispetto alla nostra storia e di partenza rispetto a quello che ci sarà”, afferma Lotti. Una scelta che è un “messaggio forte che diamo al mercato, essendo uno strumento di vendita chiaro per le adv”. Vuol dire che il prodotto generalista sta sempre più scomparendo? Il manager concorda ed afferma che nel caso di Futura il vero prodotto generalista rappresenta meno del 5% del fatturato globale. La strada pertanto è far crescere la proposta club e le mosse di prodotto per la prossima estate vanno a colpire nel segno. In primis il ritorno sul Mar Rosso come villaggista, con due nuove destinazioni, Sharm con il Futura Club Laguna Vista, e Marsa Alam, con il Futura Club Brayka Bay, due strutture che strizzano l'occhio al target famiglia, core business nel discorso villaggi del tour operator. Tra le novità c'è la Grecia, proposta anni fa con Alonissos, ora con Kos, dove si trova il Futura Club Euro Village. New entry anche sul Mare Italia. Il t.o. è arrivato nel Nord della Sardegna, a Capo Coda Cavallo con il Futura Club Baja Bianca, mentre in Sicilia la novità è a Erice mare, con il Futura Club Baia dei Mulini. Il manager vede l’operatore come “un grande nastro distributore che introduce nuovi prodotti nel mercato, il che comporta che le adv avranno uno scaffale più ampio da poter proporre per dodici mesi”.
Il dato di fatto è che “se si vuole controllare direttamente il prodotto, si deve essere gestori”, pertanto le strutture devono rispettare un protocollo ben definito in termini di requisiti da avere.
La mossa che il t.o. vuole fare è investire sulle caratteristiche dei club in modo tale da offrire una chance di vendita in più alle agenzie durante i periodi di spalla sul mare Italia. Per farlo ha creato delle academy all'interno delle strutture. Una carta da giocare, sorretta dalla professionalità di adv che sanno ampliare il proprio raggio di azione e dalla presenza di strutture che possono di-ventare location per determinate discipline sportive. Nel caso del Futura Club Itaca Nausicaa a Rossano Calabro sono gli sport acquatici, per il Futura Club Danaide Resort il calcetto.
E' un mercato che va intercettato e Futura lo sta cavalcando. 

Il prodotto generalista     

E’ proprio vero che il prodotto generalista stia scomparendo? Lo abbiamo chiesto a Sabrina Nadaletti, direttore turismo Gattinoni MdV. “Il prodotto customizzato, quello che controlli dà una redemption maggiore – afferma la manager -, ma c’è una fetta importante di clientela che crede nel prodotto generalista dalle 8-10 notti. Bisogna avere dei contratti importanti ed essere pronti e preparati a venderlo”. Non solo, la manager osserva che la ripartenza dell’Egitto “qualche difficoltà in più in termini di vendita la potrà creare. Così come la ripartenza di altre mete si teme che possa mettere in difficoltà il mercato italiano”. La mossa da fare? E’ attrezzarsi con “contratti importanti e strumenti tecnologici per avere quote aggiornate per essere in linea con il mercato dell’online. Questa è la realtà per giocare sul mercato dell’Italia”, afferma Nadaletti.                    

                



Stefania Vicini

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