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Israele rivela la sua anima cosmopolita

11/02/2019 - numero Edizione 1563

City break, food & wine e deserto del Negev i temi chiave

Israele rivela sempre di più la sua anima cosmopolita. Prende, infatti, velocità la richiesta per i city break a Tel Aviv e a Gerusalemme, “è il mercato italiano che lo chiede”, sottolinea Avital Kotzer Adari, direttore Ufficio Nazionale Israeliano del Turismo, in linea con quelle che sono le nuove abitudini di viaggio che vedono sempre più vacanze durante l’anno, ma più corte. Israele si adatta a questo tipo di esigenza, essendo “una meta vicina e per le famiglie. Per esempio gli italiani nel 2018 hanno scoperto il deserto del Negev – sottolinea Adari -, i voli diretti due volte a settima-na da Bergamo offrono la possibilità di scoprire la parte Sud del Paese”. Il trend dal nostro mercato si conferma più che positivo nel 2018, con una crescita del 40% degli arrivi italiani, sono stati 150.600 lo scorso anno, pari ad un +83% sul 2016. La crescita a livello mondiale è stata del 14%, con 4.120.800 turisti internazionali in Israele nel 2018. “L’Italia è il 7° mercato a livello di arrivi dal mondo e il 5° dall’Europa”. I riscontri positivi si hanno anche dal fronte del tour operating, alla luce delle nuove collaborazioni strette in ambito trade. Gli accordi di open sky di 5/6 anni fa hanno dato un impulso al volato. “Ogni anno nuove compagnie iniziano collegamenti diretti, al momento sono 86 i voli diretti dal Nord e Centro Italia per l’inverno e 94 dall’estate”. Sul fronte delle novità la manager cita i voli estivi da Catania operati da El Al e Alitalia, “che metterà un volo da Malpensa. Inoltre, sempre più low cost volano su Israele, il che agevola i flussi di giovani, famiglie e coppie”. Oltre all’importanza della Terra Santa, i riflettori sono puntati su città come Tel Aviv, “capitale all’avanguardia tra design, moda, spiagge, festival che abbracciano la musica classica fino all’elettronica - commenta Adari -, oltre alla natura con la neve al Nord, il verde al Centro e il deserto al Sud”. I city break a Gerusalemme e Tel Aviv si confermano un prodotto di punta, avvicinando sempre di più le due città alle capitali europee. La campagna a sostegno di questo prodotto proseguirà anche nel 2019, rispondendo alle richieste europee e italiane. L’attenzione sarà focalizzata sul deserto del Negev, ma anche sul food & wine, che non è più solo un segmento, ma è diventato un mercato di riferimento importante, con tanti progetti da portare avanti. Conoscere Israele attraverso la sua offerta enogastronomica diventa un’occasione per nuovi tour da proporre al mercato. A Tel Aviv ci sono più di 1.700 ristoranti, caffè, bar, locali e più di 400 ristoranti vegani. 

Tra le possibili esperienze che i turisti possono vivere c’è la visita dei mercati, “che possono diventare dei tour guidati o per individuali, assaggiando i prodotti tipici in sette diversi mercati, da quelli più tradizionali a quelli più chic, aperti anche di notte. Inoltre, i ristoranti diventano location per ospitare eventi culturali, come in occasione di Eat Tel Aviv, che si terrà a maggio”. 
Gerusalemme non è da meno nella sua offerta. Vi si respira un’atmosfera internazionale. Ha una sua zona storica per il vino che è la Giudea, ma vanta anche risto- ranti moderni o che propongono le ricette citate nella Bibbia e i mercati la sera diventano location per ascoltare la musica.                       



Stefania Vicini

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