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La Terra Santa si riprende i “viaggiatori di Dio”

11/02/2019 - numero Edizione 1563

Un 2018 positivo per il settore e la conferma dei santuari mariani

Un 2018 con il segno più, con la Terra Santa nuovamente al centro della scena e Lourdes prima scelta, tra i santuari, dei viaggiatori dello spirito. E’ questo lo scenario del turismo religioso, segmento che vede gli operatori concordi sul ritrovato ruolo di vera e propria locomotiva svolto da Israele e dai territori palestinesi, mentre meno omogeneo appare tra i player del settore il dato sui principali canali di vendita, in alcuni casi molto disintermediati, specie su quei gruppi che dei pellegrinaggi restano protagonisti assoluti. Ce ne dà conferma Arianna Leggiadri, addetta ai gruppi di Iot Viaggi: “Lavoriamo soprattutto attraverso contatti diretti, al massimo le adv pesano per il 20%. Quanto ai gruppi, costituiscono il 75-80% dei nostri volumi”.
Sull’anno appena trascorso, Leggiadri spiega che “siamo cresciuti del +15%, con un grande ritorno di Israele, non solo per la Terra Santa ma con richieste anche da gruppi laici, in primis per i city break a Tel Aviv e Gerusalemme”.
Quanto alla destinazione andata meno bene “è il Portogallo, non perché sia in calo o perché non piaccia più, ma solo perché nel 2017 ha vissuto un boom per il centenario di Fatima, registrando nel 2018 una fisiologica flessione in termini assoluti”.
Diversa la situazione per Rusconi Viaggi, con Sara Rusconi, responsabile pellegrinaggi e gruppi, che spiega come il canale agenziale assorba “circa il 50% del nostro fatturato”, quota che si conferma anche per l’incidenza dei gruppi, con “Lourdes e Medjugorje che sono più richieste dalla clientela individuale”.
Sul 2018, nel confermare la ripresa di Gerusalemme e dintorni, la manager rimarca che “la meta più richiesta è stata Lourdes. Bene anche Fatima, che probabilmente ha continuato a beneficiare del centenario delle apparizioni. Molto richiesta Santiago de Compostela, sia in abbinamento a Fatima che come meta di pellegrini che desiderano percorrere gli ultimi 100 km del famoso cammino a piedi. Anche le richieste per Medjugorje stanno avendo una lenta ma costante ripresa rispetto agli anni scorsi”.
Abbastanza similare è il punto di vista di Brevivet, anch’essa a quota 50% di prodotto veicolato dalle adv e che attraverso la direttrice Barbara Chiodi spiega che “tra le proposte di pellegrinaggio Lourdes, Terra Santa, Giordania e Fatima sono le destinazioni più richieste, mentre qualche lieve flessione l’abbiamo registrata sulle destinazioni del Centro Europa”. Per il turismo culturale invece “abbiamo avuto una buona crescita nei paesi dell’Est: Armenia, Georgia, Repubbliche Baltiche. Nei Grandi itinerari abbiamo registrato un buon interesse su Birmania e Vietnam”. I gruppi, nel caso del tour operator bresciano, “incidono per il 50% e si concentrano su Lourdes, Medio Oriente e Portogallo, mentre Europa e Grandi itinerari sono più richiesti a livello individuale”.
Quanto alle formule di viaggio più richieste, nei “viaggi di Dio” vince il tutto incluso, anche se con delle differenze sulla durata: così, mentre Brevivet registra la preferenza “sul tutto compreso, con pellegrinaggi in aereo tendenzialmente da 3-4 giorni, con i 7 giorni come periodo più congruo per i tour in pullman”, Iot alza lievemente l’asticella segnalando un trend “sugli 8 giorni anche per il corto raggio, Italia su Italia”.
Per Rusconi Viaggi, invece, “un pellegrinaggio organizzato verso i santuari più richiesti - Lourdes, Fatima, Medjugorje, Roma, San Giovanni Rotondo - dura in media 4 giorni. Proponiamo però anche pellegrinaggi per Lourdes e Medjugorje con voli charter in giornata, il sabato o durante i giorni di festa, per tutti coloro che non possono assentarsi per lunghi periodi da casa per motivi lavorativi o familiari. Un po’ più lunghi gli itinerari che prevedono molte località, come la Polonia di san Giovanni Paolo II e Suor Faustina, Fatima e Santiago, il Libano, l'Armenia, l'Albania e le Repubbliche Baltiche”, conclude la manager”.    



Gianluca Miserendino

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