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Autenticità e turismo attivo per vendere meglio l’Italia

15/04/2019 - numero Edizione 1568

Tutti i temi emersi nel corso della terza edizione di Discover Italy a Sestri Levante

Turismo lento e scoperta di luoghi autentici. E’ il tema di fondo che ha contraddistinto l’offerta presentata in occasione della terza edizione di Discover Italy, ospite nella Liguria del Levante dal 28 al 30 marzo scorsi. Turismo lento declinato in tanti modi diversi che fanno leva, in parti diverse di Italia, su risorse come trekking, sentieristica, scoperta dei borghi dell’entroterra e dei prodotti enogastronomici di nicchia, passeggiate a cavallo e, naturalmente, soggiorni al mare ma con una maggiore identità e tanta attenzione all'ambiente.
E’ stata Sestri Levante ad accogliere l’evento di promozione turistica (frutto della collaborazione tra Givi Srl e i Comuni di Sestri Levante, Chiavari, Deiva Marina, Moneglia e Framura, con il supporto logistico e organizzativo di Mediaterraneo Servizi e con il patrocinio e il supporto di Regione Liguria e di Agenzia In Liguria) che ha permesso a buyer stranieri - europei ed overseas - di incontrare i colleghi italiani in una giornata destinata agli accordi commerciali con un approccio b2b.       
Novità dell’edizione la partnership con Enit, che ha svelato organizzazione e piano di marketing (vedi articolo a parte) e Alitalia.
Sestri Levante e il Golfo del Tigullio stanno sviluppando il turismo outdoor con piste ciclabili e una dotazione di bici elettriche, ma accanto al segmento della vacanza attiva si fanno strada anche eventi e festival, come il premio letterario Andersen di giugno, i percorsi culturali con visita al museo archeologico cittadino, in fase di sviluppo, magari abbinati a conferenze e visite serali, oltre agli itinerari alla scoperta dell’entroterra. Sestri ha registrato lo scorso anno 20mila presenze, con un afflusso di francesi concentrato tra aprile, maggio, settembre e ottobre, e presenze inglesi, tedesche e italiane in particolare nei mesi estivi. Archiviata la mareggiata dello scorso anno, la Liguria si sta muovendo per terminare le ultime ristrutturazioni e l’apertura della strada per Portofino (in settimana) segnerà la ripartenza vera e propria della stagione. Michela Gardella, responsabile gruppi del Servizio Marittimo del Tigullio, ha spiegato: “A Rapallo si deve ancora lavorare, il pontile è ancora inagibile, ma si sta trovando l’alternativa per le partenze da uno dei moli del porto per riavviare la stagione. Da Pasqua in poi siamo in piena stagione, i flussi ci sono anche se abbiamo perso un po’ di stranieri, ma contiamo di rivederli presto, tedeschi in primis”.

La struttura dell’offerta
Tra l’offerta presente, strutture votate al turismo termale come il gruppo GB Thermae Hotels di Abano, che per ogni hotel ha puntato su una specializzazione precisa e ha saputo sviluppare fanghi moderni e specifici con effetto sia terapeutico che estetico. Tra i  concept legati alla montagna, l’esempio di Paganella nelle Dolomiti del Brenta, che negli ultimi anni ha potenziato l’offerta legata alle mountain bike, con l’apertura di bike park (tre in tutto) e in generale servizi adatti al target famiglie con un costante rinnovamento della ricettività anche in chiave wellness. Poi c’è il caso di CampZero, un ecoresort a Champoluc (Val D’Ayas) che spinge su un’idea di lusso “che è fuori dall’hotel, dalle attività sportive alla parete di arrampicata, dallo sci al trekking in uno scenario naturale unico, con il ghiacciaio del Monte Rosa praticamente dentro casa”, ha dichiarato la responsabile booking Federica Garofalo.
E di lusso autentico parla anche Mario Cioffi, hotel manager del Cormoran (4 stelle di Villasimius), oggetto di un piano di rinnovamento da 10 milioni di euro su 6 anni che terminerà nel 2020, dove i clienti trovano il patrimonio manifatturiero e artigianale della regione, con possibilità di acquisto. Allo stesso modo Toscana e Umbria propongono la propria identità e puntano sul valore aggiunto del servizio per imporsi sui mercati internazionali, ma hanno ammesso: “E’ diventato più difficile gestire i flussi internazionali perché stanno prenotando più sotto data rispetto ad un tempo”, come ha riferito Daria Lami, socia di TuscanyTravel, che si occupa di promozione e commercializzazione. “Questo – ha proseguito la manager – dipende anche dal fatto che il vicino aeroporto di Pisa è specializzato nei voli low cost, che aiutano gli spostamenti dell’ultimo minuto. Enogastronomia e campagna da noi fanno la parte del leone e il territorio sta investendo in outdoor, piste ciclabili, ippovie facendo sistema”. Claudio Bittoni, giovane proprietario dell’Antico Sipario, boutique hotel di Paciano, in provincia di Perugia, ha individuato la chiave di lettura del teatro e della musica per attrarre una clientela nazionale e internazionale. Aperto da pochi mesi, con otto camere tutte a tema teatro in un palazzo medievale nella zona del Lago Trasimeno, l’albergo dispone anche di una sala polifunzionale per meeting e piccoli incontri di lavoro. Ha anche un giardino per wedding, eventi e colazioni estive. “Abbiamo l’obiettivo di restare aperti tutto l’anno – ha dichiarato Bittoni – e offriamo agli ospiti possibilità di fare trekking, ciclismo e altri sport”.

La domanda
Ma cosa cercano i mercati esteri? Lo hanno spiegato i buyer, che vanno a caccia delle caratteristiche dei singoli territori, “un lusso autentico – come ci hanno spiegato il tedesco Kai Rast, managing director di Managing Partner, e il norvegese Arild Odden, titolare di La Bella Vita -. Siamo alla ricerca di strutture di nicchia, attente al servizio e di territori che abbiano una buona offerta di attività all’aria aperta e visite all’insegna dell’experience per i nostri clienti”.
C’è anche la case history di Susanne Nows, sales manager di Rent-a-guide: “Proponiamo dynamic packaging per individuali che utilizzano i portali per prenotare hotel e esperienze nelle varie destinazioni durante il soggiorno. Molti prenotano con anticipo, prima di partire – ha ricordato la manager – le escursioni piuttosto che transfer, cene in ristoranti storici, esperienze culinarie o tour giornalieri. Arrivano con il loro voucher elettronico. Noi diamo visibilità ai piccoli operatori e rappresentiamo un’opportunità per le destinazioni minori e i consorzi alberghieri. Si possono fare groupage su esperienze a date e orari fissi”.
Analizzando le prospettive dei flussi turistici in Liguria, Carlo Zanolla, contracting manager di Mamberto, ha spiegato che “la riapertura di mercati come Turchia e Nord Africa ha indotto i grossi operatori, come il tedesco Tui, a ridurre del 20-25% gli impegni in Liguria. Anche i mercati inglese (a causa della Brexit) e quello scandinavo sono in diminuzione e nel secondo caso a pesare è anche una nuova politica contro l’inquinamento globale che ‘raffredda’ i viaggi in aereo. A questo si aggiunge il clima mite, che invoglia i turisti a restare in patria. Buone prospettive, invece, per il mercato russo e italiano”, conclude il manager.  



Laura Dominici

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