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“Una relazione esasperata”

24/06/2019 - numero Edizione 1573

Vettori e adv: squilibrio delle forze in campo

Ci ha pensato l’Ectaa (European Council of Travel Agencies Associations) a denunciare la Iata all’Autorità europea garante della concorrenza dopo “anni di negoziati falliti per modernizzare il programma di distribuzione e renderlo più equilibrato”, spiega l’associazione. Ectaa parla di una relazione commerciale tra agenti di viaggio e compagnie aeree che si è evoluta con l’ingresso di queste ultime in concorrenza diretta con le adv sulla distribuzione di biglietti aerei, mentre i classici schemi di remunerazione basati su commissione sono stati abbandonati. Mette anche in luce i vincoli contrattuali molto rigidi, unilaterali e sproporzionati per la distribuzione dei biglietti.
Un appello che trova conferma in Italia, dove agenti e tour operator concordano nella visione squilibrata delle forze in campo. Andrea Mele, responsabile rapporti con i vettori di Astoi Confindustria Viaggi, conferma: “Siamo giunti al livello più basso nei rapporti di collaborazione tra compagnie e t.o.-adv”.
Astoi ad esempio ha lanciato la campagna per chiedere l’adeguamento alla Direttiva sul cambio nome, ma l’unico vettore con il quale si è trovato un accordo quadro è stata Alitalia. “Abbiamo scritto a 40-45 vettori, ma 30 non hanno risposto e dagli altri abbiamo ricevuto risposte generiche”, commenta Mele, e aggiunge: “Ci trattano come se fossimo dei dipendenti, senza però essere pagati, a dispetto di un lavoro enorme da parte nostra, che praticamente la compagnia aerea subappalta, visto che non hanno più struttura”.
La ricerca di un dialogo sembra una battaglia persa e “a questo punto non resta che fare fronte comune tra operatori e adv, come è avvenuto lo scorso anno sul tema carte di credito”, conclude.
Per Luca Caraffini, a.d. di Geo Travel Network, i nodi da sciogliere sono “una remunerazione oggettivamente troppo bassa per una vendita estremamente complessa e rischiosa e il secondo aspetto è il rapporto di forza esasperato da Adm per errori banali, che è sintomo di una mancanza di comprensione e di analisi del singolo caso. Abusi – aggiunge - difficilmente tutelabili da un agente di viaggio, che preferisce subire che affrontare lotte impari”. Poi Caraffini cita “la battaglia di diversi vettori ai Gds, sistemi di lavoro per noi improcrastinabili, completi e veloci, mentre le compagnie vorrebbero farci ritornare ai loro siti”.
Ribadisce Gabriele Milani di Fto: “Ogni vettore ha la sua policy per addebiti, tempistiche e gestioni, visto che affidano gli Adm a società interne incentivate ad emetterli. E contestare è una perdita di tempo”.
Tra le mosse adottate, si segnala quella di Uvet, di cui parla Andrea Gilardi, direttore generale del gruppo. “Da tempo - dichiara - abbiamo allargato i momenti di incontro con i vettori anche alle agenzie non Iata, che rappresentano un mercato ‘nascosto’ per le cc.aa. di fondamentale importanza dal punto di vista dei volumi e della qualità degli stessi”. Il manager non ha dubbi sul fatto che “creare la relazione umana tra agenzia e vettore agevola la risoluzione dei problemi ed in molti casi aiuta a prevenirli ed a collaborare insieme in maniera costruttiva. A tutto questo aggiungiamo un'assistenza significativa e costante del network nel supportare il lavoro quotidiano delle adv della rete, ogni giorno chiudiamo positivamente diverse segnalazioni verso i vettori”.  E se i margini di manovra in termini remunerativi per il trade si stanno assottigliando, “è proprio per questo che diventa fondamentale unire le forze per mantenere quanto più possibile anche la discussione commerciale su livelli industriali”.        



A cura della redazione

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