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L’accompagnatore turistico, il “Virgilio” della vacanza

10/02/2020 - numero Edizione 1586

L’analisi di Risposte Turismo in esclusiva per Guida Viaggi 

L’accompagnatore turistico è una delle figure che da sempre contribuisce a rendere possibili alcune tipologie di vacanza e di fruizione delle destinazioni visitate. E’ un professionista che, però, è stato poche volte posto al centro dell’attenzione per comprenderne prassi operative, modelli gestionali, profilo di clientela, mercati di domanda più serviti.

L’analisi
Per questa ragione Risposte Turismo ha realizzato, in esclusiva per Guida Viaggi, un focus sulla figura dell’accompagnatore turistico e sulla clientela che ad esso si rivolge più frequentemente, proponendo un’indagine online ad un database dedicato, costruendo un campione di più di 350 rispondenti.

L’identikit
Sulla base di quanto emerso dall’indagine risulta che stiamo parlando di una figura navigata nel settore e con una certa esperienza. I numeri attestano che “il 46% del campione svolge questa professione da più di 10 anni, il 20% da almeno 6 anni”. L’area di lavoro è “eterogenea, avendo ottenuto riscontri da tutta Italia: tra i rispondenti, il 36,9% svolge la professione nel Centro Italia, il 19,7% all’estero, il 19,3% nel Sud Italia e isole maggiori, il 12,9% nel Nord Ovest, il 12,1% nel Nord Est”.

Il tipo di servizio
Qual è la tipologia di servizio principalmente svolta dai rispondenti?
E’ “l’accompagnamento dei clienti (56%), spesso aggiungendo anche l’opzione di transfer (40%)”, secondo quanto emerge dall’indagine. L’attività di accompagnamento è svolta principalmente “a livello locale (38%) e regionale (24%), per quanto sia interessante evidenziare come una buona parte degli accompagnatori rispondenti abbia indicato l’estero come principale area di lavoro (18%)”, sottolinea il focus.
Una figura richiesta
La buona notizia è che si tratta di una professione “sempre più apprezzata e richiesta”, lo si può asserire sulla base di quanto il campione ha sostenuto, “confrontando la domanda che soddisfano oggi rispetto a quella di tre anni fa: il 56% sostiene sia aumentata, il 33% che è stabile, solo per l’11% è diminuita”.
Quando gli accompagnatori turistici sono chiamati ad erogare i propri servizi, molto spesso, “oltre il 75% delle volte lo fanno per conto di t.o. o adv, molto raramente (sotto il 4%) per organizzazioni pubbliche o per strutture ricettive, il resto senza un cliente business, ma direttamente su richiesta dei turisti”. E’ interessante soffermarsi sugli strumenti di promozione utilizzati per far conoscere la propria competenza e per conquistare i clienti. Sulla base dei dati emersi, ancora una volta “è la relazione con t.o. e adv a riscuotere la maggior parte delle segnalazioni (49%) seguita dal passaparola (21%) e dall’utilizzo dei social media (13%)”. Altri possibili strumenti hanno ricevuto poche segnalazioni, come sito internet personale, o attraverso strutture ricettive, fiere, associazioni di categoria, materiali stampati.                 
 



Stefania Vicini

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