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Accompagnatore e adv, un legame stretto

10/02/2020 - numero Edizione 1586

Un professionista con grandi prospettive davanti a sé

“La figura dell’accompagnatore turistico, fondamentale all’interno dell’industria turistica tanto per i servizi resi quanto per essere uno dei primi punti di contatto con il turista che ricorre alla sua professionalità, è stata - ha sottolineato Francesco di Cesare, presidente di Risposte Turismo - inspiegabilmente poco indagata. Per questa ragione crediamo che il lavoro che abbiamo completato possa essere di particolare utilità. Innanzitutto ci dice che si tratta di figure esperte, molte delle quali in attività da almeno 10 anni, solitamente specializzate in singole destinazioni, e con un volume di attività che per almeno due terzi del campione è cresciuto negli ultimi tre anni".
A detta del presidente, in riferimento a quanto emerso dal focus realizzato per Guida Viaggi, “è da sottolineare come le realtà con le quali collaborano più frequentemente e dalle quali ricevono incarichi sono le agenzie di viaggi, che dunque devono poter contare sulle competenze di tali professionisti. Competenze che vanno costantemente adeguate, stando anche a ciò che emerge dall’indagine quanto a nuove richieste dei turisti sia in termini di preparazione linguistica, sia nell’adozione di nuovi strumenti tecnologici, sia nell’essere pronti a rispettare una serie di sensibilità personali, sul fronte dell’alimentazione, degli usi e costumi legati alle culture di provenienza, ed alto ancora”. Siamo di fronte ad un professionista che “ha ottime prospettive se sarà capace di interpretare il proprio ruolo in modo contemporaneo, seguendo esigenze e preferenze del turista che assiste”.
Cosa sta chiedendo il turista con sempre maggiore frequenza? Al primo posto c’è “la capacità di tenere in debita considerazione le esigenze di tipo alimentare (68%), seguite da attenzione ad altre possibili esigenze (42%) o sensibilità”. Sono interessanti anche le indicazioni legate “ad attenzione a comportamenti eco-sostenibili (18%), alla conoscenza di alcune specifiche lingue (17%), cinese, russo e indiano tra le più segnalate e all’utilizzo di supporti ad elevato contenuto tecnologico (15%)”.
Seppur bravo e competente anche l’accompagnatore turistico a volte non riesce a dare risposta a tutti i quesiti, ma non per sua incompetenza. A quanto rivela il rapporto di Risposte Turismo “non sempre le richieste provenienti dalla domanda sono state soddisfatte visto che al 44% del campione è capitato di ricevere richieste cui non era possibile rispondere”, ma perché? Spesso si è trattato di intenzioni a visitare alcuni luoghi, “cui non è stato possibile rispondere positivamente per via della distanza, o della non sicurezza, o degli orari di apertura quando si tratta di siti con accesso regolato”. Oppure è capitato che il turista chiedesse di “modificare in corso d’opera il programma di visite e trasferimenti, richiesta sempre molto complessa da soddisfare”, spiega il focus di Risposte Turismo.

Il fattore tempo
Tra gli aspetti analizzati è stato chiesto agli accompagnatori di indicare con quanto anticipo normalmente ricevano la richiesta di assistere uno o più turisti, “nel 48% dei casi si manifestano con oltre un mese di anticipo, nel 35% tra una settimana e un mese prima, più raramente la domanda si palesa a ridosso della data di esecuzione della prestazione”, svela il rapporto.                  
 



Stefania Vicini

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