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I passi Ndc tra accordi e vendite dirette

10/02/2020 - numero Edizione 1586
Si assiste ad uno spostamento di quote di mercato 
 

I vettori si tengono al passo con il protocollo Ndc di Iata, proseguono gli iter di certificazione, ma i tempi per la messa a regime di tutti i passaggi sono ancora lunghi. Ne parliamo in Bit nel corso del convegno “Ndc e il mondo delle ancillary: la filiera a confronto sui passi futuri”, che vede dibattere sul tema di grande attualità Nadia Azale, direttore vendite Gruppo Air France-Klm; Francesca Benati, senior vice president, online travel companies, Wemea, managing director Italy Amadeus; Sandro Gargiulo, country manager Travelport per l’Italia; Alexander Hellwig, sales and account manager, Emea, Sabre;  Matteo Pellizzari, presidente Lufthansa City Center Italia e Alfredo Pezzani, chief operating  & service delivery officer Uvet Gbt.  Anche le collaborazioni con network e aziende b2b vanno avanti, perché diventa sempre più importante accedere alle tariffe migliori, quelle che alcuni vettori stanno ormai veicolando esclusivamente sui canali diretti. Da qui le ultime mosse di mercato, tra cui quella di Easy Market, che con Lufthansa Group ha stretto un accordo che consente alle agenzie di viaggi italiane di avere accesso – attraverso la piattaforma Revolution – alle tariffe Ndc delle compagnie aeree del Gruppo tedesco. Un’implementazione che metterà a disposizione delle agenzie l’intera offerta in termini di voli e tariffe.
Per Ivana Jelinic, presidente di Fiavet Nazionale, gli effetti del protocollo Ndc non sono ancora palpabili, come ha commentato a Gv: “Abbiamo fatto dei check per capire come si stia muovendo il mer-cato e al momento vediamo che il grande volume è rimasto dove stava. Le biglietterie più grosse sono ancorate al Bsp, cambia il discorso per quelle più piccole”.

Gli equilibri
Di cambiamento degli equilibri di vendita parla invece Matteo Pellizzari, presidente del network Lufthansa City Center Italia: “Abbiamo registrato un 2019 positivo, con una chiusura in crescita per le emissioni di biglietteria che equivale a circa un +3% di passeggeri trasportati, in cui ha però inciso – sul traffico nazionale - la chiusura di Linate”. Sui prezzi della biglietteria aerea, spiega che “a fronte di un aumento del numero passeggeri, si è avuta una leggera flessione, stimabile tra il -1,5 e il -1,8% della tariffa media”. Perché? “A causa – replica il manager – di una maggiore competitività sui prezzi europei. Poi bisogna ricordare che abbiamo iniziato a lavorare con Ndc. L’utilizzo del canale avviene attualmente con Lufthansa Group e British per un’incidenza del 10-12% (‘fatto 100 il traffico con Lufthansa un 10% avviene con protocollo Ndc’)”. Sul canale diretto Ndc ci sono infatti quelle offerte di prezzo che ormai sui canali tradizionali non si riescono a trovare e sul valore medio di un biglietto europeo di 300-280 euro si ha un’incidenza del 10-15%, “con un conseguente risparmio per i clienti, mentre resta ferma la nostra fee”. Parlando di disagi in seguito all’adozione di Ndc, Pellizzari fa unicamente riferimento al fatto che “l’uso del canale diretto diminuisce la produttività per il Gds, ma per noi c’è il riposizionamento di una voce di ricavo che avviene in modo diverso. Devo ammettere – sottolinea il presidente – che a mio avviso i vantaggi economici di Ndc sono superiori agli svantaggi. Anche per i clienti”. Altra notizia riguarda il fatto che le tariffe “Light” dal mese scorso non sono più veicolate sui canali tradizionali, infatti le quote senza bagaglio si trovano solo sul canale diretto. “Prima non c’era differenziazione di contenuto – avverte Pellizzari - mentre oggi esiste e inizia ad essere interessante anche per il cliente finale”. Un anno fa nel corso di Bto a Firenze, David Rutnam, Ndc regional implementation manager di Iata, dichiarava: “Ndc non ucciderà i gds, ma permetterà l'evoluzione del sistema distributivo, su ogni singolo canale” e spiegava che l’obiettivo è quello di generare valore e permettere un modello di distribuzione efficace su ogni singolo canale. Le rassicurazioni sul ruolo futuro di intermediari, consulenti e aggregatori è stato più volte ribadito, perché in tempi complessi e con tanta varietà di offerta, il consumatore ha bisogno di una distribuzione del prodotto che sia il più efficace possibile.        



Laura Dominici

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