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Abu Dhabi, dove il Mice incontra natura e cultura

10/02/2020 - numero Edizione 1586

Gli esperti della meeting industry italiana hanno verificato la vasta offerta dell’emirato

Non solo site inspection, sfide sui kart, teambuilding in kajak e cultura al Louvre nel fam trip Mice organizzato dal Abu Dhabi Convention & Exibition Bureau, come parte on site della tavola rotonda ‘Effetto Wow nel Mice: come realizzare un evento di successo. Abu Dhabi e i trend del futuro’.
“Il secondo appuntamento con gli esperti della meeting industry e gli event manager ha offerto la possibilità di toccare con mano l’immensa proposta del più grande degli emirati - spiega Dora Paradies, country manager Italy & Italian Speaking Switzerland Dct Abu Dhabi - e l’occasione per incontrare gli stakeholder del Mice unendo domanda e offerta in una full immersion tanto tecnica quanto emozionale”.
Il gruppo dei panelist ha infatti avuto modo di confrontarsi con Travis Simmons, project head Abu Dhabi Conventions & Exhibition Bureau, per una panoramica business sulle molteplici opportunità riservate alla meeting industry dall’emirato, sui molti plus della destinazione e i progetti in via di sviluppo come, per esempio, i distretti di Yas Bay, con aree residenziali, gli hotel e l’entertainment, e di Saadiyat, dove i progetti in corso includono lo sviluppo del Saadiyat Cultural District, con i futuri Zayed National Museum e Guggenheim Abu Dhabi. L'offerta culturale di Al Ain verrà incrementata dalla Bait Mohammed Bin Khalifa House, dal Jebel Hafit Desert Park, dal Murabba’a Fort e dall’Al Ain Museum.
“Abu Dhabi Convention Bureau - ha spiegato Simmons - supporta lo sviluppo e la promozione di eventi aziendali in collaborazione con i suoi stakeholder fornendo il coordinamento con i partner locali. Il bureau, attraverso il programma Advantage Abu Dhabi, collabora attivamente alla realizzazione di eventi aziendali innovativi in linea con il programma Abu Dhabi 2030 Economic Vision, iniziativa volta ad aumentare la proposta valoriale complessiva della destinazione che fornisce supporto durante la pianificazione dell'evento. Il programma rappresenta un’opportunità unica per gli event manager e i meeting planner di acquisire valore per la destinazione scelta. Il nostro bureau valuta le candidature sulla base, tra l’altro, della corrispondenza con Abu Dhabi 2030 Economic Vision, degli impatti economici, sociali e culturali, degli obiettivi, della responsabilità sociale d’impresa e sostenibilità ambientale. Tra l’hôtellerie d’eccezione, squisita ospitalità, il ventaglio di location per ogni tipo di evento, la natura, l’amplissima scelta di occasioni conviviali e, certo non ultimo, il sostegno attraverso Advantage Abu Dhabi, l’emirato ha tutte le carte in regola per collocarsi al top delle destinazioni Mice dei prossimi anni”.

Le testimonianze
Carte in regola confermate dall’esperienza diretta dei partecipanti al fam trip. “Sono rimasta colpita dalla destinazione e dalla straordinaria varietà di offerta coniugabile per realizzare un evento di successo. Tra ospitalità e momenti conviviali la scelta è infinita e la disponibilità alla collaborazione totale”, conferma Aura Girino, operation Cisalpina.
“L’esperienza che ho vissuto ad Abu Dhabi - puntualizza Luca Corsi, event manager di Vorwerk Folletto - mi ha mostrato una realtà che ben si presta a eventi aziendali e a viaggi d’incentivazione capaci di coniugare le atmosfere da Mille e Una Notte degli Emirati Arabi con la cultura, la storia, l’arte e l’architettura mediorientali e al contempo con la modernità di città come la stessa Abu Dhabi. A poche ore di volo dalle capitali europee, infatti, Abu Dhabi offre meravigliosi spunti culturali, come la Grande Moschea dello Sceicco Zayed, il Louvre, il faraonico palazzo presidenziale Qasr Al Watan, fino alla possibilità di immergersi nelle millenarie tradizioni culturali degli Emirati. Ma non mancano neppure le occasioni leisure, dal mare al deserto, dalla Yas Marina al Ferrari World, e volendo escursioni in giornata nella vicina Dubai. Azzardando un parallelismo ardito, ho avuto l’impressione che Abu Dhabi stia a Dubai come Roma sta a Milano, e rappresenta quindi una sintesi perfetta della dualità degli Emirati Arabi: un luogo in cui tradizione e modernità convivono in perfetta armonia”.
Secondo Cinzia Serafin, account manager di Gattinoni, “grazie al forte valore esperienziale ed emozionale, dalle antiche tradizioni alle avveniristiche architetture, che questa destinazione può regalare ai delegati, è auspicabile invertire la tendenza che spesso vede Abu Dhabi come giornata ‘aggiunta’ a un evento a Dubai”.
“Una meta di grande interesse nel medio raggio, facilmente raggiungibile e tutta da scoprire - afferma Mariangela Candiani, travel consultant -. Di assoluto rilievo anche l’offerta legata al balneare, che può rappresentare un ulteriore tassello nella costruzione di un evento ben riuscito”.
“Oltre a modernissime location Mice Abu Dhabi è ambiente, natura, persone. Sono questi i valori sui quali puntare. In tutto l’emirato si percepisce un’autenticità fortemente valoriale e che fa la differenza”, sostiene Vittoria Beretta, event manager Sara Rosso Incentive.
Per Flaminia Roberti, global sales manager, e Alessandra Li Puma, business development manager di Aim Group, “una location deve abbinare tre presupposti chiave, ovvero infrastrutture, accomodation e sicurezza. Quando questi presupposti ci sono, come nel caso di Abu Dhabi che a ciò abbina un’offerta unica in termini di cultura e di entertaiment, non sarà difficile realizzare un evento che superi le migliori aspettative”.
“La conoscenza diretta è oggi la chiave del successo per qualsiasi evento - conferma Vania Alessi, co-founder di Secretary.it - e l’esperienza vissuta in questo viaggio ad Abu Dhabi ha offerto una panoramica privilegiata. È un valore aggiunto importante che ha reso tangibile l’offerta e l’attenzione alla cultura di questo emirato”.
“Questa destinazione, che ha moltissimo da offrire e con altro che ancora verrà - conclude Cinzia Papis, team leader di Blueteam - merita senz’altro un’attenzione particolare da parte degli attori della meeting industry. Ho trovato particolarmente interessanti i diversi itinerari possibili, che mediano il passato con il futuro”.                           



Paola Olivari

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