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La Slovenia spinge sullo sviluppo

09/03/2020 - numero Edizione 1588

Strutture moderne con un occhio al green e rinnovamenti di hotel

La Slovenia spinge sulle infrastrutture, ma con un occhio al green. Si tratta di “strutture moderne che abbiano un basso impatto ambientale e che permettano di vivere una vacanza circondati dalla natura senza rinunciare alle comodità - afferma  Aljoša Ota, direttore dell’ente sloveno per il Turismo in Italia -. In questa direzione si posiziona l'apertura di nuovi glamping tematici, come il Chocolate Village, un lussuoso resort glamping in uno parco naturale vicino al fiume, dove tutto ruota intorno al cioccolato, dalla colazione ai workshop, dai cosmetici ai massaggi”. Anche le strutture alberghiere, però, mirano a rinnovarsi: “Dopo l'Hotel Golf, che due anni fa ha ottenuto una nuova immagine ed è stato rinominato Rikli Balance Hotel - racconta Ota -, nel novembre 2019 la catena Sava Hotels & Resorts ha iniziato a ristrutturare anche l'Hotel Park, la più grande struttura alberghiera di Bled. La conclusione dei lavori  è prevista per la primavera 2020. Dopo quasi un secolo di storia, infine, verso la fine del 2020 inizieranno anche i lavori preparatori per la ristrutturazione del Grand Hotel Toplice a Bled. Sempre la catena Sava - prosegue il direttore - sta attualmente rinnovando l'intero complesso di case mobili del Campeggio Terme Ptuj, che, alla fine dei lavori, si presenteranno moderne, naturali e a stretto contatto con l'ambiente”.
Intanto il 2019 si è chiuso con dati estremamente positivi: rispetto al 2018, si è registrato un aumento del 5% degli arrivi turistici e dello 0,6% nei pernottamenti a livello generale. I dati statistici mostrano che nel 2019 sono stati registrati in Slovenia oltre 6,2 milioni di arrivi turistici e oltre 15,7 milioni di pernottamenti. Gli ospiti stranieri hanno generato 4,7 milioni di arrivi e 11,3 milioni di pernottamenti. ll numero di turisti stranieri è aumentato del 6,3% e i pernottamenti dell'1,8%. Gli ospiti stranieri hanno effettuato il 75,5% di tutti gli arrivi e il 72% di tutti i pernottamenti. “Il maggior numero di arrivi è appannaggio dell'Italia - precisa Ota -, con quasi 600.000 ospiti, che rappresentavano una quota del 12,7%, seguiti da Germania (12,4%) e Austria (8,4%)”. La maggior parte dei pernottamenti è stata effettuata in hotel, oltre 7,3 milioni, che rappresentano una quota del 46%, seguiti da camere private, appartamenti e case (oltre 3,2 milioni, quasi il 21%) e campeggi (oltre 2 milioni, 13%).
Sebbene la maggior parte dei turisti sia assolutamente fai da te, vista la vicinanza territoriale, culturale e l'apertura linguistica del popolo sloveno e i viaggi organizzati, ad oggi, incidano per il 15%, sono diverse le iniziative pensate dall'ente per stringere il rapporto con gli agenti di viaggio:  di recente sono stati realizzati due incontri nelle città di Verona e Venezia dedicati alla presentazione della Slovenia come boutique destination dal cuore eco-sostenibile. “Parte della strategia 2020 consiste proprio nel consolidare ed ampliare la collaborazione con il trade – commenta  Ota –; il roadshow di quest’anno coinvolgerà 4 città italiane, con due appuntamenti al Nord e due al Centro-Sud. Vogliamo, infatti, rafforzare il legame con gli agenti di gran parte del territorio italiano”.
Le due giornate, tenutesi presso l’Hotel Best Western Ctc di Verona e l’Ateneo Veneto di Venezia, hanno visto i 25 rappresentanti delle aziende slovene, centri termali, strutture e catene alberghiere, enti del turismo locali ed il più importante dmc del Paese, incontrare un totale di 76 agenti di viaggio.
I prossimi appuntamenti saranno quelli di Roma e Napoli previsti, rispettivamente, per il 1° aprile al The Building Hotel e per il 2 aprile allo Starhotel Terminus.               



Nicoletta Somma

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