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I t.o. non cambiano, il modello di business è confermato

08/03/2020 - numero Edizione 1588

Che sia ad integrazione verticale, online, o un marketplace le formule convivono con risultati

Dynamic packaging, marketplace, gestioni in esclusiva,  t.o. generalista, come si trasforma il modello di business degli operatori? A dare risposta al quesito tre t.o. di diversa natura, il Gruppo Alpitour, Jump e Volonline.
La visione di Alpitour è quella di un gruppo integrato verticalmente, convinto del proprio business model, anche a fronte dell’ultimo periodo, che ha visto il crac Thomas Cook, la riorganizzazione di Tui, la chiusura di t.o. in Italia. Pier Ezhaya, direttore tour operating Gruppo Alpitour, fuga ogni dubbio, affermando: “Non c'è un ripensamento, ma una evoluzione”. A suo dire “c'è spazio aperto per operatori che sanno specializzarsi, purché intermediando a terzi nel momento dell'assemblaggio, sappiano aggiungere valore”.
Il modello in verticale “se fatto in maniera calibrata, con investimenti corretti, è stabile, anzi penso sia il futuro”, afferma Ezhaya. La risposta che si può dare oggi alle piattaforme tecnologiche “che offrono prodotti generalisti e sono molto aggressive” è “lavorare su prodotti propri”, ma tenendo presente anche il concetto di flessibilità “da introdurre nel modello di vacanza chiusa” e “da coniugare con la sostenibilità economica”. Da qui si insiste sul modello verticale, “avere prodotti nostri genera una grande redditività. Forse ci sono molte più opportunità all'estero che in Italia sul mondo alberghiero e le stiamo attaccando con forza”.

Dal generalismo al Dp
A tal proposito il prodotto Mare Italia abbinato ai trasferimenti, al traghetto e al volo, può dare redditività? La parola passa a Leonardo Rosatelli, a.d. di Jump Travel Gruppo Uvet, per capire come funziona il modello di business del t.o. generalista. Potrà apparire ambizioso, ma l’intento di Jump è stato quello di “creare una Amazon del turismo, basata su un’importante tecnologia dove le adv si possono approvvigionare di diversi prodotti - spiega il manager -. Ci avevano percepito come l'ennesima bed bank sul mercato e invece non è così, abbiamo dato alle adv la possibilità di proporre molteplici servizi non più legati solo al volo+hotel”. Un modello, che dietro l’integrazione Xml, ha la profilazione del prodotto e predilige lavorare con bed bank che hanno rapporti diretti con le catene alberghiere. “Abbiamo messo in secondo piano il discorso del pricing, in quanto era fondamentale quello dell'affidabilità del brand”, afferma Rosatelli. 
In questo scenario a portare avanti la bandiera del t.o. da Dp, “ma diverso dagli altri” è Volonline, come dichiara il suo presidente, Luigi Deli. Lo si potrebbe definire un t.o.  anomalo, nato online, ha  stretto partnership con reti, creato una piattaforma ed un nuovo concept di resort, pur non definendosi un villaggista. Offre alle adv una piattaforma Dp basata sulla selezione del prodotto, “per dare loro gli stessi strumenti che ha il cliente quando disintermedia il pacchetto. Da qui ci siamo chiesti quale fosse il nostro posizionamento”. La risposta sta nel fatto che la piattaforma diventa uno “strumento dialettico per avviare una relazione con l’adv che è libera di scegliere tra una gamma di prodotti”.
Secondo Deli oggi si può fare l’operatore anche “proponendo prodotto diverso da quello basato sui best seller”. Dal canto suo Volonline conferma il legame con il canale agenziale che non vuole bypassare, prova ne è l’invio del kit dedicato in adv, “per avere un contatto fisico”, dice Deli.                    



Stefania Vicini

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