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Il futuro del settore: la spinta dal leisure

14/09/2020 - numero Edizione 1591

Nei giorni scorsi un articolo pubblicato su un quotidiano economico ha lanciato l’allarme sul calo dei voli rispetto ai programmi pre-Covid dicendo che potrebbe “diventare strutturale e colpire vari settori economici. E l’Italia è uno dei Paesi più esposti”. Il servizio rivisita gli studi di società internazionali di consulenza come Mc Kinsey e Steer Davies Gleave, i quali segnalano che la pandemia porta un calo di passeggeri business destinato a diventare strutturale (continuerà a viaggiare solo chi ha mansioni strettamente operative), e spiega poi che “diventa importante il mercato leisure”.
Una clientela, questa, in grado di riattivare un circolo virtuoso, anche se gli spostamenti turistici, in particolare nel nostro Paese, sono molto concentrati nel tempo e cercano tariffe convenienti, a differenza del traffico corporate che per sua natura ricerca sistemazioni più confortevoli e garantisce redditività d’impresa alle compagnie. Nell’articolo si fa poi riferimento alla mossa del Governo di puntare tutto sul salvataggio Alitalia, non solo ricapitalizzandola rinazionalizzandola, “ma anche creando - direttamente o indirettamente ostacoli alla concorrenza. Come il modello di gestione centralizzata (di tipo spagnolo) previsto dal disegno di legge delega sul riordino del trasporto aereo, il tentativo di imporre contratti di lavoro italiani indiscriminatamente anche al personale di compagnie estere e le ipotesi di modifica alle linee guida del 2016 sugli incentivi all’avvio di nuove rotte”. Infine, si ricorda il ruolo dell’Art (Autorità di regolazione dei trasporti), che il 16 luglio ha pubblicato i nuovi modelli di tariffe aeroportuali in vigore dal 1° luglio 2021 e che “penalizzino gli scali con politiche commerciali attrattive per nuovi vettori, come quelli periferici”. Per quanto riguarda i gestori aeroportuali, questi andranno incontro a costi più elevati, non solo per le misure anti-Covid, ma anche per i nuovi obblighi sui contratti di lavoro delle imprese appaltatrici, che equiparano addetti esterni non specializzati a interni qualificati. Sullo sfondo, le penalizzazioni di tutto il trasporto aereo per obiettive ragioni ambientali, legate a inquinamento, rumore ed emissioni di Co2. La Ue ha obiettivi ambiziosi di qui al 2030 e l’intero settore dovrà fare i conti con esse.                           

 



Laura Dominici

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