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Costa Crociere, sicurezza e prudenza in cima ai pensieri

14/09/2020 - numero Edizione 1591

Deliziosa è stata la prima unità della compagnia a riprendere il largo con clienti italiani
e navigando lungo porti domestici; ora tocca a Diadema

“La sicurezza è il perno centrale che ci ha guidato in questi mesi, fin dalle operazioni per il rientro delle navi in piena fase Covid, poi per la definizione dei protocolli in collaborazione con governo, enti territoriali e comitati tecnici. Abbiamo cercato di non stravolgere i contenuti della vacanza per quanto riguarda le attività di svago e relax”. Così Carlo Schiavon, country manager Italia di Costa Crociere, annuncia la ripartenza delle crociere dal 6 settembre scorso. E’ toccato a Costa Deliziosa partire per prima, navigando lungo i porti italiani, ed esclusivamente con clienti italiani a bordo. Seguirà a giorni Costa Diadema. Poi, gradatamente, sarà la volta di altre unità della flotta e dell’apertura ai mercati internazionali.

Occupazione
e booking window

La compagnia ha settato un tasso di occupazione del 50% per le partenze di settembre, uno sforzo costoso sul fronte economico, ma affrontato perché “l’occupazione ridotta ci permette di garantire meglio gli standard di sicurezza e aiuta sul fronte organizzativo”, ma certo le booking windows che da sempre premiano le società di crociere con prenotazioni fatte con grande anticipo sono storia del passato: “In questa fase le tempistiche sono saltate”, ammette il manager, anche se confortato dai feedback positivi pervenuti dalle survey promosse sui consumatori e sul trade: “C’è tanta voglia di crociera”.

I servizi di bordo
e gli incentivi

A chi si chiede come cambierà in questa fase la vita di bordo, Schiavon spiega che “rimane una proximity del prodotto standard. Abbiamo organizzato i flussi in modo diverso, cambiato gli spazi e sostituito il servizio buffet con quello servito, così come sono state riviste le sedute per gli spettacoli, ma l’obiettivo è quello di garantire il distanziamento sociale necessario”. Una spinta commerciale è stata comunque necessaria per riportare interesse e fiducia. Da qui l’inserimento del trattamento all inclusive sulla ristorazione; il pacchetto di cinque escursioni al prezzo simbolico di 99 euro; l’upgrade gratuito da cabina esterna a cabina con balcone e infine una polizza per cautelarsi dal rischio Covid-19. Al trade viene garantita una overcommission che varia dal 3 al 5%, “un modo per rendere più remunerativa la vendita in questa fase delicata. Non è certo un percorso in discesa, ma rappresenta un’occasione importante”.
C’è poi il tema cash flow a tenere banco tra le preoccupazioni del trade, argomento che imporrà scelte rigorose alle aziende. Sulla politica commerciale, Schiavon sottolinea: “Dobbiamo necessariamente effettuare l’incasso del deposito all’atto della prenotazione, clausola inserita in contratto, anche se la richiesta non era stata resa obbligatoria, ma oggi l’obiettivo di tutti è quello di essere meno esposti finanziariamente. Siamo tutti meno forti di prima”.
La società nel frattempo è al lavoro per varare il nuovo contratto commerciale 2021. “Quel che è certo – dichiara il manager – è che bisogna guardare al breve termine e fare previsioni a medio-lungo termine diventa sempre più complicato. Tutti siamo tenuti a riaggiustare il tiro”.
Sul pricing conclude: “Vogliamo fare leva sui prezzi, anche se dobbiamo affrontare il problema di costi maggiori e occupazione inferiore al solito. Vogliamo valorizzare la qualità del servizio offerto e il cordone di sicurezza. Far parte di un gruppo solido ci aiuta”.   



Laura Dominici

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