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Grecia e Croazia puntano sul turismo e abbassano l'Iva

03/01/2013 11:06
Nel 2013 mosse in atto per rendere appetibile l'offerta ricettiva in campo internazionale. Il governo greco intende ridurre l'Iva per la ristorazione dal 23 al 13% e la Croazia ha già approvato il taglio dal 25 al 10 sui servizi turistici. E l'Italia sta a guardare
Croazia e Grecia credono nelle potenzialità del turismo e lo dimostrano con i fatti. Il governo greco intende ridurre l'Iva per la ristorazione alimentare nel 2013, come parte degli sforzi per affrontare la recessione e tornare alla ripresa, attirando più turisti in Grecia. La proposta è del ministro del Turismo greco Olga Kefalogianni. Previsto un taglio Iva dall'attuale 23% al 13%, ha spiegato Kefalogianni all'emittente Net. 'L'obiettivo è quello di invertire la contrazione crescente del settore e sostenere un piano più ampio per promuovere l'industria del turismo greco' è stato detto, un motore chiave negli sforzi per tirare fuori il Paese dal debito della crisi attuale e sull'orlo del default. Durante il 2012, i ricavi della ristorazione alimentare sono scesi di circa il 40% da 3 miliardi di euro a 1,8 miliardi di euro. Il presidente dell'Associazione delle imprese turistiche greche è ottimista e conta di registrare, nel corso del 2013, introiti per oltre 11 miliardi di euro. La Croazia, dal canto suo, ha deciso un taglio netto dell'Iva su gran parte dei servizi turistici: dal 25 al 10%. In Italia c'è apprensione per l'aumento del carico fiscale e il rincaro Iva a partire da luglio prossimo. Il nostro Paese potrebbe perdere una fetta importante di flussi internazionali se non adotterà manovre compensative. (l.d.)

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