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L’Expo 2015 imprigionato nei pensieri di marketing territoriale

22/01/2013 16:02
“La discussione sull’evento è chiusa nel tank istituzionale, invece occorre essere operativi da domattina”
La macchina “di pensiero” si muove attorno ad Expo 2015, quella della promo commercializzazione e della messa a punto in chiave “turistica” dell’evento ancora stenta. Dai “Primi Stati generali del marketing territoriale”, convocati oggi a Palazzo Lombardia a Milano dall’Assessorato al turismo della Regione, emergono comunità d’intenti istituzionali timidamente rassicuranti, ma non sufficienti a dare l’impressione che gli ingranaggi tra gli organizzatori siano ben oliati. Almeno dagli interventi della mattinata. “Il marketing territoriale funziona se il prodotto c’è”, esordisce Basilio Rizzo, presidente del Consiglio comunale della città. “Non senza difficoltà le opere (stradali) procedono, stiamo lavorando in vista di flussi di persone e di merci e anche il sistema aeroportuale lombardo sta per dimensionarsi in modo adeguato. Stiamo facendo le opere anche per l’Expo, insieme ai 41 enti coinvolti nel progetto, tuttavia la Provincia ha già affermato di non avere risorse a disposizione”, interviene l’assessore alle Infrastrutture della Regione, Andrea Gilardoni. “Oggi si mettono al tavolo Sea, Fiera, Camera di Commercio, Comune, Regione e Provincia”, fa notare Stefano Bolognini, assessore provinciale e delegato dell’Upi (Unione Province Lombarde), insistendo su come una iniziativa così semplice come quella di unirsi attorno all’argomento sia stata intrapresa soltanto recentemente. Sintetizza per tutti Giancarlo Morghen, d.g. di Confesercenti Lombardia: La discussione sull’Expo è chiusa nel tank istituzionale, invece occorre essere operativi da domattina. Ritardi ci sono e vanno recuperati in fretta. Dobbiamo andare dalle nostre imprese e dire cosa devono fare”.
Intanto la Camera di Commercio milanese informa su alcuni dati: a Milano sono quasi 3,5 milioni le persone che ogni anno si fermano in media 2 notti e che spendono al giorno poco più di 350 euro. In particolare, il fatturato del turismo d’affari è di 2,5 miliardi di euro, per 80mila addetti. 'Al businessman straniero fermarsi a Milano per fare affari conviene', spiega la Cciaa. Considerando la fascia più alta del turismo d'affari, con 491,5 euro giornalieri, Milano si posiziona nel 2012 al 15° posto tra le metropoli mondiali, dal 19° posto nel 2011. Roma ha un costo giornaliero di 601 euro e si piazza al quinto gradino della classifica, dall’11° nel 2011.
La città d’affari più cara è Francoforte con 805 euro al giorno, più di Hong Kong (719 euro) e Mosca (631 euro). (p.ba.)

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