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Alpitour, Burgio: 'In Italia il mercato va male'

03/06/2013 10:52
Il presidente e amministratore delegato dell'operatore si confida in un'intervista a 'Il Giornale': il 2012 viene definito come anno 'complicato' dove i ricavi sono scesi da da 1.142 a 1.056 milioni di euro
Un 2012 'complicato' dove i ricavi sono scesi da 1.142 a 1.056 milioni di euro. E' questo il bilancio che fa Gabriele Burgio, presidente e amministratore delegato del Gruppo Alpitour in un'intervista a 'Il Giornale'.
'Abbiamo cinque aziende - afferma sempre il manager - ciascuna con le sue peculiarità: il tour operator, la compagnia aerea Neos, gli alberghi, le agenzie, l'incoming, quest'ultimo non in Italia. Abbiamo ridotto i marchi da 7 a 4 e offriamo al pubblico i posti invenduti sui charter: solo questo vale un milione al mese'.
Burgio poi illustra quali sono state le iniziative realizzate sia per risparmiare sui costi e sia per offrire un servizio migliore al cliente: 'Ridurremo la stampa dei cataloghi: ne facevamo 10 milioni di copie. Abbiamo istituito un call center sempre aperto, 24 ore. Abbiamo creato, con Europe Assistance, una nuova polizza assicurativa, e ci proteggiamo sul costo del petrolio, per non far gravare i rincari sui clienti'.
In tutto questo, però, il mercato 'in Italia va male', anche se 'nelle ultime settimane stiamo assistendo a una ripresa'.

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