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Le Regioni al Governo: “Basta parole, vogliamo soluzioni”

13/02/2014 15:12
E’ ora di passare dalle parole ai fatti: riportare il turismo al centro dell’agenda di Governo e includerlo nei provvedimenti riguardanti le attività produttive. Queste le richieste degli assessori regionali al Turismo della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome
E’ ora di passare dalle parole ai fatti: riportare il turismo al centro dell’agenda di Governo e includerlo nei provvedimenti riguardanti le attività produttive. Queste le richieste emerse nel corso di una conferenza stampa organizzata stamane alla Bit di Milano, dagli assessori regionali al Turismo della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome. “Abbiamo offerto la nostra collaborazione al Governo – è stato detto –, ma ad oggi non sono arrivate risposte concrete. Il piano strategico nazionale del turismo deve essere ricondotto nelle sedi di confronto istituzionale per un lavoro condiviso”. “Invochiamo un coordinamento e investimenti da parte del governo”, ha sentenziato l’assessore pugliese, Silvia Godelli.
Il coordinatore degli assessori, Mauro Di Dalmazio, ha detto “che il titolo V è un falso problema. Vogliamo competitività per il sistema turismo del Paese”. Le regioni spiegano che, l’annunciato pacchetto Valore Turismo, preannunciato nelle sue linee generali, “non è stato concertato e non si conosce nei dettagli”.
Le questioni insolute sono diverse. “Dobbiamo risolvere l’annosa questione relativa alle concessioni demaniali marittime ad uso turistico-ricreativo – spiegano gli assessori -; puntare ad un’organizzazione efficace del rilascio dei visti turistici; adottare una normativa nazionale delle professioni turistiche; riorganizzare l’Osservatorio Nazionale del Turismo”.
C’è poi da considerare la risoluzione del problematico avvio del portale Italia.it e il tema dell’attrazione di investimenti tramite incentivi specifici e a “burocrazia zero”, a cominciare dal ripristino dei distretti turistici costieri. “A queste tematiche si aggiungano le problematiche relative al futuro di PromuovItalia; le questioni relative alla tassa di soggiorno; l’adozione di un’adeguata politica di rilancio dell’Enit, che viene costantemente indebolito, con un adeguato stanziamento di risorse statali”.
Tra le richieste delle regioni, anche un più stretto raccordo con il Mibac e le strutture organizzative dell’Expo per la realizzazione di politiche e azioni concrete finalizzate all’attrazione di flussi turistici verso le destinazioni italiane. L’assessore umbro Fabrizio Bracco ha fatto notare che “le regioni hanno tutte un piano triennale, ma il Governo per il turismo non ce l’ha”.
Una serie di accuse al governo che però non hanno scalfito l’Enit: “In 450 giorni di attività noi abbiamo fatto la nostra parte e abbiamo fatto risparmiare un 50% di costi alle regioni per la partecipazione alle fiere”, ha ricordato il direttore generale Enit, Andrea Babbi. Le regioni gli stanno vicino e sostengono l’operato dell’Enit. Il vero bersaglio è il ministero. La soluzione potrebbe avvenire, probabilmente, se e quando si decidesse di spostare la competenza del turismo dai beni culturali allo sviluppo economico. l.d.

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