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Rincari a Pompei, la protesta degli operatori del turismo

10/03/2015 09:57
Il presidente di Federalberghi Campania, Costanzo Iaccarino, e il presidente della Fiavet regionale, Ettore Cucari, rimarcano che tali decisioni vanno prese in accordo con i professionisti del settore
Massima allerta tra gli imprenditori del turismo campano a seguito della decisione del sovrintendente Massimo Osanna di aumentare il costo del biglietto di ingresso agli scavi di Pompei ed al Museo Nazionale a partire dal prossimo 26 maggio.
Anche il presidente regionale degli albergatori, Costanzo Iaccarino, e quello della Fiavet, Ettore Cucari, sono scesi, infatti, apertamente in campo contro una risoluzione che, in pratica, costerà agli organizzatori di viaggio il 20% del biglietto per Pompei ed il 50% sul Museo.
Non si possono prendere certe decisioni senza essersi prima interfacciati con gli operatori del territorio – ha lamentato infatti il presidente di Federalberghi Campania Costanzo Iaccarino – non solo per una questione di forma ma soprattutto per sostanza: il mondo del turismo si muove con un anno di anticipo. E’ fondamentale che imprenditori ed istituzioni facciano sistema, o il danno di credibilità che ne ricaveremo sarà non meno pericoloso di quelli d’immagine che già ci hanno danneggiato in passato”.
“Tutti noi – spiega Cucari – ci troviamo nella difficoltà di dover comunicare ai clienti che devono pagare obbligatoriamente anche il costo del biglietto d’ingresso ad una mostra che probabilmente non riusciranno neanche a vedere, visto che spesso i crocieristi puntano su permanenze piuttosto brevi. Per questo motivo chiediamo alle istituzioni di rivedere quanto prima il decreto, con la speranza che possano casomai istituire un supplemento facoltativo per la visita alla mostra e lasciare quindi invariato il biglietto attuale d’ingresso. Proprio in queste ore, tra l’altro, la Fiavet ha scritto al ministro Franceschini chiedendogli di smetterla di pubblicizzare dati falsi di visite ai siti: è chiaro a tutti noi professionisti, infatti, che queste statistiche sono drogate dai numeri delle domeniche aperte, che però fanno il solo bene dei residenti e quasi mai dei turisti”.

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