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Mappamondo-Mele: “La valuta non è una leva commerciale”

02/04/2015 11:52
Il manager invita i colleghi operatori a costruire le quotazioni secondo un cambio reale, anche se questo può comportare un aumento dei prezzi che può arrivare anche a pesare del +30% sui servizi a terra
Non usare valuta e adeguamento valutario come leva commerciale, fare le quotazioni secondo un cambio reale. Sono i due aspetti delicati del settore, su cui Andrea Mele, presidente e amministratore delegato Viaggi del Mappamondo, vuole riportare l’attenzione.

Non è solo un problema di dollaro
La riflessione prende le mosse da alcune considerazioni sul dollaro forte. “Non è solo un problema di dollaro - asserisce – in quanto non c’è solo il dollaro forte, ci sono anche il bath della Thailandia, il dirham degli Emirati arabi, il dollaro australiano e della Nuova Zelanda. Sono diverse le monete collegate al dollaro”, afferma il manager a Guida Viaggi. Il discorso ha portato “un grande vantaggio competitivo a quei Paesi che contrattano in euro come Egitto, Cuba, Seychelles, Polinesia - esemplifica Mele -. I contratti sono in euro, quindi non c’è l’incidenza del cambio, il che li rende competitivi, oggi, rispetto ad altri”. Semmai si complica il lavoro dei t.o., per esempio ci sono dei viaggi con alcuni servizi in euro ed altri no, pertanto l’adeguamento è ammesso solo sulla parte non in euro.

Più trasparenza
Mele invita alla trasparenza. “In questo momento c’è chi cavalca l’onda e chi fa promesse poco credibili”, asserisce. A suo dire vengono lanciati “messaggi fuorvianti sul blocco prezzo, mentre bisogna essere il più trasparente possibile, altrimenti c'è il rischio di farsi male. Mi si potrebbe obiettare che è il rischio di impresa, è vero, è tutto lecito. Per anni i t.o. hanno fatto campagne sulla valuta garantita, Mappamondo no”. La politica portata avanti dall’operatore è “fare le quotazioni a cambi attuali, il nostro sistema è aggiornato settimanalmente e chi prenota lo fa ad un cambio reale. Nel nostro caso adeguiamo 25 giorni prima della partenza, se necessario, al rialzo o al ribasso”.
Mele non ha dubbi: “E’ giusto usare i cambi attuali subito, anche se comporta avere i prezzi dei servizi a terra più cari fino al 30%. Non è giusto fare i prezzi sui cambi più bassi per avere un pricing più conveniente, in quanto non è realistico”. s.v.

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