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Astoi: "Le scelte di Lufthansa grave danno al comparto"

04/06/2015 17:22
"Le motivazioni addotte dal direttore commerciale Jens Bischof rappresentano non l’evoluzione conseguente a una nuova visione di sviluppo, ma l’ennesimo, vecchio, tentativo di scaricare sugli altri soggetti della filiera e sui consumatori le proprie problematiche", afferma il vicepresidente e responsabile del gruppo vettori di linea Andrea Mele in una nota
“Le recenti scelte con cui il Gruppo Lufthansa ha deciso di rinnovare la propria strategia commerciale - dichiara Andrea Mele, vicepresidente di Astoi Confindustria Viaggi e responsabile del gruppo vettori di linea - costituiscono un grave colpo sia per le aziende del settore che per i consumatori. Le motivazioni addotte dal direttore commerciale Jens Bischof per giustificare l’imposizione dal 1° settembre 2015 di un supplemento di 16 euro per ogni biglietto emesso tramite Gds e l'azzeramento di fatto delle commissioni garantite ad agenzie di viaggi e tour operator (che a partire dal prossimo 1° gennaio 2016 passeranno dal già ridottissimo 1% al ridicolo 0,1%), rappresentano non l’evoluzione conseguente a una nuova visione di sviluppo, ma l’ennesimo, vecchio, tentativo di scaricare sugli altri soggetti della filiera e sui consumatori le proprie problematiche - afferma Mele -. In un momento in cui la congiuntura economica richiederebbe la massima collaborazione e sinergia tra gli attori del comparto, la mossa di Lufthansa si distingue per unilateralità di interesse e per chiusura verso gli addetti ai lavori, con i quali si esclude ogni ipotesi di convergenza su un’intesa comune. Sul fronte della tutela dei consumatori - conclude il vice presidente - aggiungere una fee così pesante sulla prenotazione tramite Gds, canale preferito per l'acquisto della biglietteria aerea, vuol dire di fatto pensare esclusivamente ai propri conti a scapito dei viaggiatori, che pagheranno anche gli effetti di una minor trasparenza. Sul fronte di agenzie e tour operator, invece, si richiede per l'ennesima volta di incassare un balzello per conto di altri senza alcun ritorno economico, riducendo ulteriormente la competitività di tali imprese”.

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