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Bcd: la fee Lufthansa non mette a rischio le travel management company

02/10/2015 15:38
Sotto la lente di ingrandimento del workshop tenutosi ieri anche Ndc di Iata, l’utilizzo dei dati nei viaggi d’affari e il futuro dei meeting con la realtà immersiva
Il Dcc di Lufthansa (distribution cost charge, la fee di 16 euro per le prenotazioni via gds), il programma Ndc di Iata, l’analisi dei dati, il futuro (non anteriore, ma prossimo) dei meeting nella realtà virtuale e immersiva: sono questi i punti principali emersi ieri a Milano nel workshop “Libera la mente dai luoghi comuni del business travel”, organizzato da Bcd Travel Italia e che vedrà due ulteriori tappe (a Treviso, il 21 ottobre a Villa Caprera, e a Torino, il 25 novembre presso Eataly Lingotto). A introdurre gli spunti dei tre speed round table Cinzia Fabbris, volto noto nel settore e in Bcd Travel Italia da luglio, con il ruolo di senior sales supervisor, Davide Rosi, ceo e general manager dell’azienda e Simona Zenoni, responsabile marketing Ventura-Bcd Travel Italia.

Dal Dcc a Ndc
Il Dcc sta penalizzando le Tmc? La risposta è che “può aver dato fastidio il modo in cui è stato comunicato, ma non comprendiamo il clamore – ha affermato Fabbris -. Non è una decisione che ci sembra presa contro la distribuzione e non mette a rischio il nostro ruolo: non possiamo credere che un’azienda non ci utilizzi per risparmiare 16 euro sul biglietto di Lufthansa”. Di fatto se è vero che un vettore muta politica commissionale, non cambiano gli oneri a cui si deve far fronte: “Il Bsp da pagare il 15 di ogni mese è una rigidità da cui non possiamo prescindere”. Quanto a Ndc il vero dubbio “è che il reale obiettivo dietro il programma lanciato da Iata sia di ordine economico, e cioè ridurre drasticamente i costi dei gds, che hanno un impatto importante sui bilanci delle compagnie aeree”. Non è così facile, “buttare via 50 anni di sviluppo e innovazione dei gds, soprattutto in un mercato come quello italiano, estremamente frammentato e costituito da piccole e medie agenzie”, per cui è ancora fondamentale il supporto dei gds. Perché scardinare questo sistema, si chiede la manager? Non sarebbe più facile sedersi a un tavolo e discuterne?

Sul Dcc l’idea di Davide Rosi è che “le Tmc non sono preoccupate, i Gds qualche fastidio lo hanno e difatti ci sono tavoli in corso con i vettori, mentre il potenziale impatto è sul cliente. Il primo a fare i conti con la fee è il vettore stesso – avverte il manager -. Bisogna capire se il prodotto Lufthansa è sufficientemente valido per avere un aumento di 16 euro”.

Quanto a Ncd ci si chiede se sarà solo sulla carta e quali ripercussioni potrà avere: “E’ un prodotto che stanno testando alcuni vettori e alcuni gds”, risponde Patrizia Ribaga, direttore commerciale Italia di Delta. Quanto alla sua concretizzazione la manager afferma: “E’ sotto test; ci sarà un incontro Iata in ottobre a Dublino. Dovrebbe portare benefici alle compagnie aeree, perché i vettori riusciranno a mostrare completamente, sia alle adv, sia al cliente la propria offerta, per le agenzie, che potranno entrare nel website della compagnia, e per il cliente, che potrà scegliere come personalizzare il prodotto”. Ribaga conferma che “sono molti i vettori coinvolti nel test, ma Delta non è tra questi”. Quanto alle tempistiche del programma, dopo aver ultimato la parte del “servicing e del ticketing, si dovrebbe andare sull’interlining e sul profilo delle compagnie”. La manager, sollecitata da una domanda di Fabbris su una possibile mossa di Delta nella direzione di Lufthansa risponde: “Abbiamo negoziato un contratto con i gds e stiamo mantenendo un rapporto con loro tale da garantire efficienza nella distribuzione e massimizzazione dei costi”. Quindi una surcharge in stile Lh “non è nei nostri progetti”.

Il dato nel bt

L’analisi dei dati nel travel è stato il secondo tema sviluppato: partendo dall’assunto che spesso vengono realizzati report e non, come sarebbe necessario, elaborazioni statistiche precise, avverte Rosi, per quali fini vengono poi utilizzati questi dati? In Amadeus Italia vengono usati, grazie alla divisione Travel Intelligence, per fornire elaborazioni previsionali, statistiche, dice il marketing and business development director Tommaso Vincenzetti. Sebbene sia un buon alleato nella pianificazione, “il dato corporate - sottolinea Nicola Bonacchi, direttore vendite per l’Italia di Alitalia – arriva con ritardo”. La direzione da seguire è, inoltre, quella dell’integrazione: “Stiamo lavorando per avere una comunicazione bicanale con le Tmc”, afferma Lorenzo Olivieri, head of travel industry sales & business development American Express.
Il futuro dei meeting

La realtà immersiva, virtuale è la sfida a cui sta lavorando Ventura. Si può parteciparvi con una strumentazione adeguata: un computer, naturalmente, Oculus Rift, webcam 3d e cuffie hi-fi, avatar personalizzati, supporti per la comunicazione in real time, slide show dinamici, ma siamo pronti un’evoluzione del genere? "Ventura ha deciso di provarci e sta lavorando a questo progetto, il Ventura Virtual Building", racconta Simona Zenoni, per essere pronti da metà 2016. Un progetto valutato sostanzialmente in modo positivo dagli intervenuti al workshop, tenendo ben presente un concetto: “Si tratta di un’evoluzione interessante, e dobbiamo integrare questa realtà nelle nostre negoziazioni, non dimenticando che rimane la necessità di viaggiare per conquistare nuovi mercati e clienti”, afferma Fabrice Coltelloni, sales director Italy Air France-Klm. n.s.
 

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