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La Generazione Y va in agenzia di viaggio

26/11/2015 09:00
Da Sabre EnVision fotografia sui viaggiatori diciotto-trentaquattrenni, 11 milioni in Italia. Come i Millennials innalzeranno il livello delle imprese turistiche
Tracciato un profilo complesso come quello dei Millennials che saranno a brevissimo la generazione più impattante sulla travel industry, ieri durante EnVision di Sabre si è compreso quanto un consulente di viaggio competente saprà tornare ad essere la figura di riferimento per gli spostamenti di questo cliente, per lavoro o per vacanza.

“Le agenzie o le travel management company dovranno sapere analizzare il comportamento di acquisto in tempo reale – ha detto Stephane Aita, vp Western Europe di Sabre -; la generazione Y ha paradigmi completamente diversi da noi, a partire da quelli di fidelizzazione: vogliono un riconoscimento immediato (niente più punteggi da redimere), la loro moneta di scambio è una informazione da personalizzare”.

I diciotto-trentaquattrenni perennemente online sono generatori di dati, una mole imponente di informazioni sui comportamenti di consumo. Questo fattore così entusiasmante genera due conseguenze sul business: le aziende devono saperle interpretare, laddove le società di telefonia (con buona pace della privacy, ndr) e di tecnologia le renderanno utili, mentre le travel management company (il termine va sempre di più riferendosi anche all’agenzia di viaggio leisure, o almeno dovrà) tradurli in azioni.

“Il punto è gestire l’innovazione in maniera corretta – osserva Alessandro Ciancimino, vp consulting airline solutions di Sabre -, per un target che ha paradigmi personalissimi. Entro tre anni il 97% delle compagnie aeree investirà in tecnologie per la personalizzazione del viaggio, questo incrementerà i ricavi ancillari, già quest’anno a 40 miliardi”. Il mondo del trasporto aereo fa bene ad andare verso le tariffe unbundle e l’offerta di accessori, anche solo per ottenere informazioni: “Il 70% dei Millennials è disposto a condividere i propri dati personali a fronte di un upgrade”, aggiunte Ciancimino.

Il consulente diventa cruciale
“I Millennials vogliono competenze vere e non scarteranno gli intermediari, ma le agenzie di viaggio fino a oggi hanno declinato solo su due tipologie di cliente- leisure e business – proponendo un servizio simile a tutti. Non va più bene, occorre restare attinenti ai target e ovviamente non si può prescindere dal mobile”, osserva Marco Benincasa, country director Italia di Sabre. Il 35% della generazione Y ha bisogno di competenze esperte e va in agenzia di viaggi. “Altro che uscita di scena per via del digitale – continua -, il consulente deve assumere il ruolo di guida per il consumatore, ma deve innalzare il livello e differenziare l’offerta secondo i cambiamenti dei cluster sociali”.

I giovani viaggiatori danno molta importanza al contatto personale, si aspettano conoscenze approfondite da chi eroga il servizio, vogliono essere contattati nel momento opportuno e non ricevere bombardamenti di pubblicità inutile. “Tutto ciò non mi sembra sia ancora un pensiero principale delle agenzie”, conclude Benincasa.

In Italia i Millennials sono 11 milioni secondo il Censis, trascorrono il 70% del tempo online. p.ba.
 

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