EDITORIA - EVENTI - SERVIZI  DAL 1972 AL SERVIZIO DEL TURISMO PROFESSIONALE

 
HOME > Notizie

Viaggi d’affari: a crescere saranno le ancillary

07/04/2016 09:00
L’Airplus study 2016 ha chiesto a 850 travel manager: il 39% si attende un aumento. Anche dei costi

Il 2016 sarà l’anno della frenata dei viaggi d’affari? Nel suo Airplus travel management study 2016 la società di carte di pagamento per le agenzie di viaggi ha rilevato che il 39% dei travel manager in Italia prevede una crescita delle trasferte d’affari quest’anno, contro il 31% a livello mondiale. I risultati provengono dall’undicesima edizione della ricerca, in cui Airplus intervista 850 professionisti in 24 Paesi. Solo il 19% di essi si attende un rallentamento. “Pur piccola, è la più alta percentuale mai registrata dai sondaggi dall’inizio della crisi nel 2009”, dicono dalla sede di Bologna. I Paesi Bric, ad eccezione dell’India, sono quelli a prospettare il maggior rallentamento. Notoriamente legati all’andamento dell’economia, i viaggi d’affari in Italia si mostrano, al contrario, svincolati da esso: il 46% degli intervistati ritiene che il clima economico non avrà effetti su di essi.

La spesa aumenta per le ancillary

Nonostante le tariffe aeree diminuiscano e i voli low cost siano dinamicamente adottati anche in questo settore, i costi complessivi delle pratiche dei viaggi di lavoro sono attesi in aumento: il 41% dei rispondenti all’inchiesta stima un trend di questo tipo. Le motivazioni sono individuate nel fatto che si ricorre più spesso a spese corollarie per personalizzare le trasferte, quei servizi ancillari che offrono maggiori comfort durante il viaggio (e che oggi i sistemi di prenotazione delle compagnie aeree suggeriscono meglio). Tuttavia “analizzando le fee delle vendite accessorie rileviamo che quelle sui re-booking, quindi cambi di prenotazione e cancellazioni, rappresentano la maggioranza”, spiega l’azienda. Dunque, sono gli errori o in genere i cambiamenti di programma che fanno lievitare i costi della nota spese. Infatti dalle transazioni delle carte Airplus a livello globale emerge che l’83% delle ancillary riguarda proprio le fee di ri-prenotazione, mentre il 10% la scelta dei posti a bordo, il 4% i bagagli, il 3% altro.

Cosa pensano i travel manager

Secondo i responsabili aziendali saranno i voli aerei la principale causa dell’incidenza dell’incremento dei costi – per il 41% di essi -, a seguire gli hotel – per il 35% -, i treni per il 18%. Eppure, in Italia almeno, i prezzi medi dei biglietti delle aerolinee sono in diminuzione: se nel 2014 un ticket medio (in media fra nazionale, europeo, intercontinentale) valeva 572 euro, l’anno scorso è sceso a 560. Anche le tasse sono diminuite e rappresentano il 29% del totale. L’anticipo di prenotazione in Italia si attesta a 14 giorni prima della partenza, che diventano 18,7 giorni per i voli di lungo raggio. p.ba.

Nella foto il chairman del management board di Airplus, Patrick Diemer, con Diane Laschet, AD di Airplus Italia. Ieri a Milano la presentazione dell'andamento annuale


TAGS

QUESTO ARTICOLO MI FA SENTIRE

COMMENTA

Ultime News

Guarda tutte
Registrati

Follow Us