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Bt e long stay: la sharing economy si fa strada

19/05/2016 15:27
E' uno dei dati emersi dalla ricerca “Top Travel Priorities” realizzata per Hrs da Diciottofebbraio. Tra i temi considerato anche "l'attualissimo" bleisure

Sharing economy e bleisure. Ci sono anche questi tra i temi trattati dalla ricerca “Top Travel Priorities” realizzata per Hrs da Diciottofebbraio, società di consulenza di direzione con focalizzazione sul business travel. Lo studio misura le percezioni d’importanza sui processi del corporate customer journey rispetto a due target protagonisti del business travel: i responsabili di acquisti viaggi aziendali e i rappresentanti del mondo dell’hotellerie.

La ricerca ha investigato, tra l’altro, l’impatto della sharing economy sull’hotellerie nei long stay, vale a dire superiori alle 9 notti. L’analisi è qui declinata sia in chiave aggregata aziendale, sia sui collaboratori Millennnials. E’ prima di tutto confermato come sui soggiorni sopra le 9 notti la competizione sul servizio di ospitalità si allarghi, estendendo la scelta dai soli alberghi (43%) ai residence/aparthotel (40%), appartamenti affittati con contratti settimanali/mensili (8%), bed&breakfast (7%), appartamenti affittati attraverso canale online a giornata (2%). Poiché si parla di soggiorni prolungati, in effetti la sharing economy sembra impattare da un minimo del 2% ad un massimo del 10%, se si prevedesse l’acquisto del servizio di appartamento a settimana calcolato semplicemente come sommatoria delle fee giornaliere. “Da rimarcare, però, come sul fronte della sharing economy si faccia pressante il tema della sicurezza del dipendente da un lato, e della gestione della pratica stessa a livello aziendale dall’altro”, ha osservato Marco D’ilario, managing director Hrs Italia.

Altro tema interessante e di grande attualità il bleisure, termine con cui si intende un mix efficace di business e leisure con riferimento alla trasferta di lavoro. Il campione intervistato segnala sicuramente interesse all’estensione della permanenza sul luogo di lavoro. Anche se ancora in forma ponderata il 53% afferma di seguire un orientamento parzialmente flessibile, con approvazioni “caso per caso”, il 63% si dimostra aperto e segnala l’adozione di forme di bleisure, ancorché veramente primordiali e il 37% dei TM segnala un assoluto rigetto nell’autorizzazione di alcuna forma di bleisure. Si può quindi affermare che la strada verso l’employee satisfaction&empowerment e la capacità di mantenere i migliori talenti in impresa, strategie tutte realizzabili anche con il bleisure, siano oggi forse temi sottovalutati dal sistema-Italia.


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