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La tecnologia porta scompiglio, (ri)prendiamo le redini

08/06/2016 14:30
“Non perdere valore, governare il cambiamento, reagire velocemente”, Roberto Liscia presidente di Netcomm, su come stare in sella all’online. Dalla tavola rotonda di MARTEDIturismo

Le vendite online a gran voce chiamano, l’industria turistica risponde e cerca di farlo senza perdere valore. Valore che significa impresa, competenze, posti di lavoro, pratiche di viaggio da migliaia di euro, molto lontane dai 75 euro di scontrino medio di un acquisto e-commerce per i 19 milioni di italiani e-shopper. “Ci rendiamo conto che la digitalizzazione ci ha complicato la vita? Non è affatto un periodo ‘intelligente’ quello che stiamo vivendo”, ha esordito così ieri durante il dibattito di MARTEDIturismo, Franco Gattinoni, presidente dell’omonimo gruppo da 196 milioni di euro di fatturato. Uno spunto critico che parte dalla constatazione di quanto la ricerca online sottragga effettivamente diverse ore per raggiungere risultati compiuti efficacemente da un professionista di viaggi.

Eppure dal 2007 con l’avvento dello smartphone i servizi di prenotazione online crescono incessantemente e le aziende già guardano alla Generazione Zeta (13-17 anni) per studiare nuovi prodotti e servizi. “Per le imprese è sempre più difficile prendere decisioni, c’è minor tempo e aumenta la complessità dello scenario – ha ricordato il deputy Gm di GfK Italia, Antonio Besana -. Guardando ai consumatori digitali sappiamo che l’accelerazione dello scambio di informazioni provoca in loro un crollo drastico della soglia di attenzione: dai 12 minuti ai cinque per quella superficiale e di appena 8 secondi per la concentrazione”. Insieme al fatto che evolvono il concetto di libertà (e forse non è proprio una schiavitù trascorrere tre ore per cercare il ristorante della sera, invece di fare il ‘vecchio’ giro di telefonate, ndr) e di intimità “la relazione digitale è importante quanto quella fisica”, dice Besana, l’aspetto dell’attenzione incide significativamente nei comportamenti di acquisto stravolgendo i processi aziendali, a partire dalla produzione.

“Che la tecnologia abbia portato scompiglio, all’industria e nel consumatore, è fuor di dubbio – interviene il presidente di Netcomm, Roberto Liscia -: siamo in un periodo transitorio, come lo sono quelli post bellici, e le aziende devono ri-configurarsi, ma devono anche governare il cambiamento senza perdere valore. Internet non ha semplicemente abbassato i prezzi, ne ha cambiato la struttura. Di qui l’unbundling: quello spacchettamento che nel sistema complesso del turismo sta avendo gli effetti più complicati di altri settori come l’abbigliamento o il food”. La strada è abbastanza obbligata: “L’offerta va ripensata, costerà farlo, ma altrimenti il consumatore si approvvigionerà altrove”. E oltre a questo, una notizia di cui tener conto: per effetto del commercio online i prezzi continueranno a scendere, “internet è deflativo”, dice Liscia, provoca cioè la diminuzione del livello generale del pricing. p.ba.

A seguire altre notizie su quanto emerso ieri dalla tavola rotonda con gli interventi dei partecipanti


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