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Aci Europe e A4E: scontro sulle tasse aeroportuali

15/06/2016 12:35
Secondo l'associazione degli aeroporti l'incremento è stato inferiore a quello denunciato dai vettori, che "devono accettare di pagare una giusta parte dei costi”

Battaglia a colpi di cifre tra Aci Europe e A4E, associazione nata “a difesa” delle compagnie aeree. Quest’ultima ha più volte invocato una diminuzione delle tasse aeroportuali, ma l’associazione che rappresenta gli aeroporti europei ha presentato uno studio che evidenzia come gli incrementi indicati dai vettori, proprio in tema di tasse, non corrispondano a quelli reali.

Il documento rimarca che l’aumento delle tasse nei 21 maggiori aeroporti europei non è stato dell’80% dal 2005, come sostenuto dalle compagnie aeree, ma del 25,4%. In sostanza, tre euro per passeggero in dieci anni.
Aci Europe osserva poi che si tratta di un aumento inferiore rispetto a quello registrato in altri ambiti della vita quotidiana, evidenziando anche che i 21 scali studiati hanno investito oltre 53 miliardi di euro nelle loro infrastrutture nell’ultimo decennio, consentendo di aumentare la capacità europea di 178 milioni di passeggeri. Miglioramenti, poi, ci sono stati sul fronte dell’offerta, con molti più collegamenti diretti.

“I governi europei non sono più disposti a pagare per le infrastrutture aeroportuali, e i regolamenti della Ue impediscono gli aiuti di stato ai grandi scali per ragioni di concorrenza”, rimarca il direttore generale di Aci Europe, Olivier Jankovec, aggiungendo che "questo significa che le compagnie devono accettare di pagare una giusta parte dei costi”.


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