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Lufthansa: in Italia il direct connect in fase di test

09/09/2016 11:00
Il gruppo sta testando con diversi provider le connessioni dirette al trade e alle aziende. Cambio della guardia: i saluti a Eggert e il benvenuto a Weinstok

Cambio della guardia in Italia per Lufthansa: la compagnia saluta Thomas Eggert, che torna a Francoforte e accoglie un altro capitano di lungo corso, da 25 anni in azienda. Si tratta di Steffen Weinstok che ieri sera a Milano ha raccolto il testimone dal direttore che ha vissuto un quinquennio di cambiamenti decisivi, come lui stesso ha ricordato.

“Nel 2011 il mio percorso qui è cominciato con un progetto importante non andato a buon fine, Lufthansa Italia (compagnia che avrebbe dovuto avere Coa italiano, ndr) – esordisce Eggert -, una scelta difficile, con grandi aspettative, abbiamo imparato cose significative”. Ed è stato solo l’inizio: poi la rivoluzione Germanwings, investimenti da 30 miliardi in flotta, e di nuovo Eurowings che diventa l’erede di lungo raggio del progetto low cost, un decreto Lupi in mezzo “ad aprire le rotte su Linate in maniera faziosa, verso il quale ci siamo opposti ed avendo il Tar della Lombardia dato ragione, ora aspettiamo che venga attuata la decisione”, sottolinea il direttore. A marzo il tragico incidente sui Pirenei “abbiamo capito la fragilità e come reagire”. Infine, le scelte commerciali scomode, i 16 euro di fee per la biglietteria via Gds che Heike Birlenbach, vp sales Europa del Gruppo Lh, ha definito “di rottura delle regole, perché siamo molto convinti di dove stiamo andando”. Dopodiché c’è stato da spiegare molto alle agenzie, con alcuni network come Uvet che hanno mosso dichiarazioni aggressive, di boicottaggio. Com’è la situazione a un anno dalla Dcc, distribution cost charge? “L’attenzione è stata focalizzata troppo sulle agenzie di viaggio – commenta Steffen Weinstok -, non abbiamo voluto spingere la tecnologia delle connessioni dirette per andare contro di loro, ma per presentare meglio la varietà di prodotto”.

Spingere sulla tecnologia

La fee per la biglietteria via Gds è stata in qualche modo digerita dal trade, adesso il gruppo spinge sulla tecnologia. “Stiamo testando con diversi provider tecnologici e abbiamo colloqui con imprese, anche in Italia (abbiamo anticipato qui il caso di eMinds), per sviluppare connessioni dirette al nostro sistema di voli – spiega Birlenbach -. Non possiamo stimare quanto tempo impiegheremo a  implementare le soluzioni, il quadro è molto fluido, dipende da cosa vogliono fare le agenzie, dal loro avanzamento tecnologico. Di certo saranno sempre le prime distributrici del nostro prodotto. Sapete che Iata sta evolvendo l’Ndc, anche questa è un’opzione per distribuire meglio i tanti servizi collegati a un volo. Per noi compagnie aeree sarà più facile mostrare l’ampiezza dei contenuti e i Gds non sono in grado di offrire il portafoglio completo, anche se oggi ci stanno lavorando e vogliamo portarli con noi verso questa evoluzione tecnologica”. Attraverso il direct connect Lufthansa connetterà al suo “inventory” sia aziende sia adv sia tour operator, per questi ultimi a inizio 2016 è rivolto un “group tool” b2b (ora per Lh, arriverà nell’anno per gli altri brand), mentre in Germania è stato appena annunciato il primo collegamento diretto di una importante azienda che effettua milioni di trasferte per i suoi dipendenti. p.ba.


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