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Fondo di garanzia: solo il 10% del mercato agenziale a norma

19/09/2016 11:19
Insurance Travel, alla convention Marsupio Group, fa il punto sulla situazione attuale e sui nodi ancora da sciogliere


Il 10% del mondo agenziale si è adeguato alla nuova normativa sul fondo di garanzia. E’ quanto comunica a Guida Viaggi Christian Garrone, agente generale Insurance Travel, nel momento in cui gli chiediamo una fotografia di mercato attuale. Il tema è stato oggetto di analisi in occasione della convention Marsupio Group, che si è svolta questo fine settimana in provincia di Siena.
Allo stesso modo Massimo Caravita, vicepresidente del network, afferma che “il 20% delle adv non ha ancora inquadrato l’argomento, il 30% non ha intenzione di adeguarsi o pensa di non poter far nulla”. Del restante 50% “il 5/10% si è messo a norma, il resto si sta interessando adesso”. Seppur il tema sia imprescindibile, non è ancora tra le priorità delle adv. Ci sono altri problemi da fronteggiare, i costi, le vendite, le emergenze del settore. Come si sa l’assenza di un decreto attuativo, che non indica come debba essere fatta la garanzia, ha portato alla nascita di più soluzioni sul mercato, “una corsa al fai da te, cercando soluzioni ad hoc”, che richiedono tempo per essere analizzate, confrontate e valutate. Il dato di fatto è che adv e operatori si devono adeguare. Quello che deve essere coperto con il fondo è l’ammontare del fatturato pacchetti intermediato e organizzato. Quindi i pacchetti organizzati, intermediati, il volo+hotel, le gite scolastiche e il bt. Queste due ultime voci fino al 2018, perché quando verrà recepita la nuova normativa europea sui pacchetti le cose cambieranno per bt e gite scolastiche.

I nodi
Quali sono i nodi ancora da sciogliere? Garrone ne evidenzia due: chi è che garantisce e che cosa? Il secondo nodo è il discorso del fallimento, ossia come può essere fatta una polizza fallimento se l’80% delle adv non può fallire? E questo perché per essere considerato fallimento ci devono essere determinati requisiti oggettivi e soggettivi, spiega il manager, come i ricavi superiori a 200mila euro, ma se le adv non fanno le quote nette non ce la fanno ad arrivare a simili cifre. C’è un altro punto su cui vige uno stato di attesa. C’è la speranza che i pacchetti intermediati vengano tolti dalla copertura. Partendo dall’assunto che chi organizza deve tutelare il consumatore, Marsupio auspica che “venga fatta una forte azione di lobby da parte delle associazioni di categoria per far comprendere al legislatore che un pacchetto non può essere assicurato due volte (dall’organizzatore e dall’intermediario, ndr)”. Se l’adv vende tramite t.o. non deve garantire e nel contratto di viaggio scriverà che il pacchetto è coperto tramite il fondo del t.o. Diversamente se l’adv organizza il pacchetto è lei responsabile.
In questo scenario c’è un sentiment abbastanza comune, ossia il fatto che il fondo di garanzia poteva rappresentare “un vantaggio per le adv per offrire al cliente un prodotto che fosse a suo favore - sottolinea Garrone -, invece si è ridotto ad un costo per il punto vendita”. s.v.


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