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Zahi Hawass agli italiani: "Dovete tornare in Egitto"

31/10/2016 10:12
Il segretario generale del Consiglio supremo delle Antichità Egizie alla Bmta annuncia l'arrivo a Roma della maschera funeraria di Tutankhamon

Sarà esposta eccezionalmente a Roma a giugno 2018 la maschera funeraria di Tutankhamon: lo ha annunciato a Paestum alla Bmta Zahi Hawass, segretario generale del Consiglio supremo delle Antichità Egizie e massimo esperto in materia, protagonista di un seguitissimo incontro in Basilica.

“La maschera è stata finalmente riportata al suo splendore da un nuovo recente restauro – ha raccontato l’archeologo – e dalla fine del prossimo anno la porteremo in giro per il mondo, fino ad esporla a Roma. Vogliamo che i rapporti tra le nostre nazioni riprendano fortissimi come una volta. Dovete tornare in Egitto: abbiamo bisogno degli italiani per tenere vivi i nostri monumenti. Vi assicuro che ora il mio Paese è sicuro”.

Spaziando a tutto campo, l’egittologo si è scagliato contro “i musei che vendono antichità come quello di Toledo in Ohio e contro i folli dell’Isis che hanno l’obiettivo di rubare i nostri tesori per rivenderli. Chiunque compera opere rubate è un collaboratore dell’Isis. L’Unesco deve insegnare a chi lavora nei musei in Libia, Iraq e Sira come nascondere i propri tesori”. Hawass ha poi raccontato come i comandanti dell’esercito siano intervenuti a preservare i tesori custoditi al Museo de Il Cairo durante i due anni di crisi tra il 2010 e il 2011 (“mille tombaroli hanno provato a depredare il museo”), per poi illustrare come, per la prima volta, si stiano eseguendo le scansioni delle Piramidi grazie ai nuovi radar messi a disposizione per le ricerche del team scientifico di cui è capo tra Il Cairo, Alessandria e la Valle dei Re, in quest’ultimo sito con tecniche progettate in Italia in collaborazione con l’Università di Torino. “Forse già a dicembre riusciremo ad annunciare nuove grandi scoperte. Intanto posso confermare anche a voi che sotto la Sfinge non ci sono gli alieni” ha scherzato, mostrando le immagini frutto di 32 perforazioni effettuate con le nuove tecniche che confermano come sotto la roccia non ci sia nulla.


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