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Aeroporti europei: quelli dell'Unione trainano la crescita

07/11/2016 15:29
L'instabilità internazionale pesa sui dati dell'alta stagione

Aci Europe ha presentato i dati per il mese di settembre e per il terzo trimestre dell’anno. Il traffico passeggeri è cresciuto nell’alta stagione estiva del 3,5%. In particolare, la crescita è stata trainata dagli scali Ue, che hanno messo a segno un +6,1%, mentre gli aeroporti non Ue hanno visto un calo del 4,7%.

Olivier Jankovec, direttore generale Aci Europe, ha sottolineato come gli eventi geopolitici e gli attentati di questa estate abbiano influenzato le performance degli aeroporti europei, con una domanda leisure che si è rivolta maggiormente a quelle mete percepite come sicure. “Tuttavia, settembre ha messo in evidenza qualche miglioramento per gli aeroporti turchi, mentre le prospettive di traffico per gli scali russi sembrano miglorare costantemente”.

“Oltre a questi fattori esterni – ha commentato ancora il manager - le compagnie low cost sono stati il driver primario del traffico passeggeri in Europa”, con il risultato che la maggior parte della crescita nei mesi estivi è avvenuta negli aeroporti con capacità tra 5 e 25 milioni di passeggeri all'anno. "L'annuncio della scorsa settimana di Ryanair la creazione di una base all'aeroporto di Francoforte segna senza dubbio un punto di svolta per il trasporto aereo europeo. Insieme al lungo raggio a basso costo, queste forze dirompenti puntano ad una crescente competizione tra gli scali e alla creazione di un mercato aeroportuale ibrido. La tradizionale segmentazione tra mega hub, hub secondari, aeroporti di taglia media e aeroporti regionali più piccoli va via via diventando meno netta.


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