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Uvet: non si ferma la voglia di shopping

16/11/2016 10:15
Due o tre acquisizioni previste per quest’anno, con mire in ambito europeo e in Italia

Non si ferma la voglia di shopping del Gruppo Uvet: “Farò due o tre acquisizioni nel turismo quest’anno”, afferma il presidente Luca Patanè. "All’estero io compro determinate cose perché hanno dei vantaggi competitivi  a livello tecnologico che spostate sull’Italia possano un giorno fare la differenza. Non ci sono operatori online di pacchetti consistenti, Yalla Yalla non c’è più come marchio sul mercato, un vuoto che va riempito”. In ambito europeo "eravamo in negoziazione con un’azienda online a maggio che poi non è andata a buon fine e adesso lo siamo con una sul mercato dei pacchetti”. Si tratta di un mercato importante in Europa e lo sarà anche in Italia, sostiene Patanè. La competizione è molto elevata e le marginalità sono basse, ma è un trend che va crescendo.

In Italia si punta sugli asset strategici: “Siamo intenzionati a crescere sul business travel, sulla parte leisure del tour operator, non più nell’area network”, precisa. Sull’hotellerie “sono in fase di valutazione prodotti nella nostra Penisola e all’estero. Speriamo di averne un paio in più per il prossimo anno. L’obiettivo è 20 alberghi in gestione per il 2021”. Non si esclude la formula della proprietà se convenisse, aggiunge il manager, “ma non è la prima cosa che mi interessa”. Anche sull’area eventi “stiamo crescendo molto bene”, aggiunge. Un ampliamento dei servizi che potrebbe realizzarsi anche  con “l’acquisizione di un’azienda nei prossimi mesi in Italia”.

Intanto, sul tema fondo di garanzia, sono 850 le agenzie aderenti a oggi alla soluzione Fto: “Pensiamo di arrivare l’anno prossimo a duemila”. Nessun particolare problema in termini di requisiti tra quelle che si sono proposte: “Qualcuna non è stata accettata perché aveva un patrimonio netto negativo, le altre avevano tutte le possibilità di aderire”.
Dopo il completamento dell’integrazione di Ainet e Federviaggio in Fto , il nuovo corso si muoverà su tre direttrici: “Dobbiamo ricostruire attraverso Ainet l’offerta per l’agenzie – spiega -. Secondo punto, vogliamo  insistere sulla formazione: crediamo che la capacità di interpretare il mercato e di conoscere i consumatori possa permettere agli agenti di sopravvivere in una gara globale in cui credono di essere il punto debole. In realtà devono diventare un  punto forte: vanno ricreate capacità di aggiornamento, di competizione, insieme alla fiducia e all’ascolto. Poi le classiche attività delle associazioni, consulenza fiscale e giuslavoristica”. E il nodo Fiavet? “E’ una questione di tempi e di modi, ma a breve si scioglierà”. n.s.


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