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Il governo su Alitalia: "Prima il piano e poi si parla di esuberi"

11/01/2017 10:19
C'è tempo fino al 31 marzo per lanciare il nuovo piano quinquennale. Il documento, in 158 pagine, c'è, è stato redatto da Cramer Ball, ma manca la conoscenza "dettagliata" da parte di tutti gli interlocutori

Vige ancora uno stato di attesa per sapere quale sarà il destino di Alitalia. Lastampa.it parla di un paio di settimane, sottolineando che, l'incontro di ieri al Mise, doveva essere l’occasione per la presentazione al governo del nuovo piano di ristrutturazione e rilancio della compagnia, però il piano nel dettaglio non c’è ancora, vien fatto presente. O meglio, Corriere.it affermache il piano industriale per i prossimi cinque anni c’è, ma il governo chiede che sia condiviso da tutti gli azionisti.

Il piano di rilancio

Si tratterebbe di un documento di 158 pagine redatto dall’a.d. Cramer Ball, quello che manca ancora è la conoscenza "dettagliata" da parte di tutti gli interlocutori. In particolare Intesa Sanpaolo e Unicredit, che sono disposte a convertire ulteriori crediti in azioni. A partire da oggi e nei prossimi giorni Ball incontrerà tutti i soci per spiegare come intende procedere, rivoluzionando la strategia sul corto e medio raggio. Il che vorrà dire anche chiudere, se necessario, alcune tratte in perdita e ampliare l’offerta sul lungo raggio, che è il più remunerativo, soprattutto verso il Nord-America.

Carlo Calenda, ministro dello Sviluppo, e Graziano Delrio, titolare delle Infrastrutture, hanno chiesto un progetto "dettagliato e condiviso con gli azionisti, dalle banche e dalle istituzioni creditrici", ed hanno chiesto di averlo quanto prima, perchè solo in quel momento si potrà discutere su come gestire i nuovi esuberi. La cifra è circolata più volte, si parla di almeno 1600 posti di lavoro a rischio su un totale di 12.000 dipendenti tra naviganti e staff.

Parlando di tempistiche, Az ha tempo fino al 31 marzo, alias 80 giorni, per lanciare il nuovo piano quinquennale. Dopo lo sblocco delle linee di credito, avvenuto il 22 dicembre, la liquidità è di 250 milioni, 100 messi a disposizione da Etihad e 150 dalle banche, Intesa SanPaolo e Unicredit. Il nuovo piano sarà operativo dal primo aprile, in quel momento si dovrebbe passare alla fase due, che prevede altri 250 milioni investiti. Per un impegno complessivo da mezzo miliardo, che, a detta del ministro Delrio, dovrebbe essere condiviso dagli attuali soci. 

In tutto ciò c'è una "buona notizia - ha fatto presente il ministro dei Trasporti -: gli azionisti sono tutti determinati a continuare a investire". Dal canto suo il governo vuole "un piano robusto" e l'a.d. Cramer Ball è ottimista e parla di "un incontro molto buono".

I sindacati? Sono "perplessi e preoccupati" a seguito dell'assenza di certezze, per questo motivo è saltato l’incontro previsto per domani.

Ciò che è chiaro sono gli obiettivi della ristrutturazione, che fanno leva su tre le linee d’azione, riduzione aggressiva dei costi, rinegoziazione di partnership come quella con Delta considerata penalizzante e un nuovo modello di business. 

 


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