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Brand Usa, per la prima volta l’Italia nel budget consumer

11/01/2017 15:50
Anne Madison: “Con il trade una buona sintonia. Ora vogliamo comunicare direttamente ai viaggiatori"

Per la prima volta Brand Usa inserisce l’Italia nel budget pubblicitario delle azioni risvolte al consumatore finale. L’organismo pubblico-privato nato nel 2011 e che ha come scopo l’incremento dei flussi turistici verso tutti gli Stati americani premia il Belpaese con un’attenzione rivolta al marketing b2c che si tradurrà in campagne web e social media. E’ Anne Madison, chief strategy and communications officer, ad annunciarlo, a margine di una recente visita in Italia.

“Il mercato italiano cresce, gli ultimi report hanno contato un milione di arrivi, e questo ci fa piacere – afferma -, il lavoro in collaborazione con il trade ha raggiunto una buona sintonia, ora vogliamo essere presenti nelle campagne dirette ai viaggiatori direttamente”. Ad oggi Brand Usa si promuove con iniziative b2c in 16 mercati, tra i suoi principali emissori come il Regno Unito, la Germania, la Cina. Quest’ultima è stata al centro degli accordi governativi dell’amministrazione Obama con la designazione dell’anno del turismo Usa-Cina nel 2016 e le iniziative per sviluppare i viaggi tra i due Paesi. Dopodiché l’ente di promozione ha proseguito l’operazione con diverse occasioni di scambio culturale, fino al mega-fam per 50 tour operator cinesi in ottobre, in collaborazione con United Airlines, la compagnia che opera più voli diretti dal 1986.

“L’Italia ci ha dato segnali incoraggianti, dobbiamo ancora capire bene come si muove il mercato e lo studieremo insieme agli operatori con i quali partecipiamo agli eventi – continua Madison -. Inoltre crediamo molto nel programma di formazione online che Visit Usa Italy sta portando avanti. Vedremo anche con l’associazione come sviluppare al meglio le conoscenze che derivano da queste attività”.

Verso i 100 milioni

Come noto il percorso degli Usa è proiettato verso i 100 milioni di arrivi da raggiungere entro il 2021. Per raggiungere il traguardo, i mercati asiatici sono i principali driver. Una prospettiva che fino a pochi anni fa vedeva Canada e Messico a trainare le classifiche. Oggi, mentre il turismo messicano continua a crescere tra le perplessità generate dal presidente eletto Donald Trump, quello canadese frena vistosamente a causa della debolezza della valuta. Di qui l’attenzione puntata alle tigri asiatiche da parte dell’ente di promozione, che ammette “non c’è dubbio, la Cina diventerà il nostro primo mercato d’Oltreoceano. La domanda è semplicemente quando”, dichiarava Carroll Rheem, Vp ricerca e analisi di Brand Usa alla testata newyorchese Skift.

Quest’anno l’organizzazione porterà avanti una collaborazione con l’India per incentivare i flussi, individuandolo come il Paese che di qui a cinque anni avrà la popolazione più giovane del mondo. p.ba.


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