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Liguria: riapre Villa Durazzo Pallavicini

14/03/2017 14:57
Il parco è rimasto chiuso per tre anni per lavori di restauro. E' strutturato su un racconto teatrale con sfumature esoterico-massoniche, piace a francesi e russi

Torna ai suoi antichi splendori Villa Durazzo Pallavicini, a Pegli, in Liguria. Bene comune dato in concessione all'Arco di Giano Cooperativa Sociale, che si occupa dei restauri dei monumenti presenti nella villa e della manutenzione. Il parco, che è rimasto chiuso per tre anni per lavori di restauro, è stato realizzato tra il 1840 e il 1846 per volere del marchese Ignazio Alessandro Pallavicini.

Si inserisce nell'ambito del giardino storico, romantico, italiano ed europeo. Si sviluppa su 8 ettari di collina. La sua particolarità è quella di essere strutturato su un racconto teatrale con sfumature esoterico-massoniche, come spiega Sara Caprini, responsabile comunicazione e marketing. Seguendo il percorso in cui si snoda il parco, la visita si trasforma in un'esperienza a più livelli, storico-culturale, paesaggistico-botanica, meditativo-filosofica. 

Ciò che colpisce è il fatto che il percorso sia articolato in tre atti, ognuno si compone di 4 scene tra laghi, torrenti, cascate, edifici, arredi, piante rare, inganni scenografici. "E' un parco che risale all'800 - spiega a Guida Viaggi Caprini, in cui contava 25mila visitatori. E' un percorso strutturato come un'opera teatrale di iniziazione massonica. Tre km di percorso a scenografia teatrale dal valore simbolico", con suggestioni dantesche, tra inferno, purgatorio e paradiso.

Il parco ha 170 anni, ha aperto al pubblico nel 1846. E' stato molto conosciuto negli anni '50 e '60, soprattutto dai turisti stranieri. "Piace a francesi e russi anche grazie a quel filone esoterico". Nel descriverlo, Caprini ne mette in luce le diverse possibilità di fruizione. Il parco può diventare "location per matrimoni, con un catering da 30 ad un massimo di 100 persone". Al suo interno vi sono l'orto botanico, il museo archeologico ligure e i giardini del palazzo. Si presta ad un turismo culturale ed enogastronomico, ma anche scolastico. "Vi si svolgono laboratori teatrali e di botanica, è aperto per i gruppi tutto l'anno. Abbiamo fatto le visite guidate ai cantieri. In termini di investimenti abbiamo raccolto 12mila euro di fondi che sono stati reinvestiti nel parco. Dal Comune arrivano 400mila euro per tre anni per i restauri. Finora sono stati investiti 150mila euro per la nuova vita del parco". 

Non manca l'interesse dal fronte trade, come dimostrato durante la recente edizione di Meeting Suisse & Europe - Discovery Italy, in cui i buyer alla ricerca dei luoghi più nascosti e particolari del nostro Paese ne sono venuti a conoscenza. s.v.

 


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