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La nuova direttiva pacchetti potrà cambiare il lavoro delle adv

20/03/2017 10:05
Responsabilità e concorrenza smodata sono i due ambiti che possono subire dei mutamenti, ma non sono gli unici. Ci saranno anche le “circostanze inevitabili e straordinarie”

"La direttiva pacchetti in base a come viene recepita potrà cambiare il lavoro delle adv". Parte da questo assunto Massimo Caravita, vicepresidente Marsupio Group, nell'introdurre il tema della tavola rotonda che ha dato il via al recente Marsupio Day 2017, che si è svolto il 17 e il 18 marzo a Riccione. A dibattere sulla tematica rappresentanti del settore fiscale, assicurativo, legale ed associativo per analizzarlo da più angolature.

Cresce la concorrenza

Ambiti di responsabilità e concorrenza smodata. Sono questi i due temi che possono cambiare per le adv a seguito della nuova direttiva pacchetti. Questo il punto chiave emerso dal convegno e che il canale agenziale dovrà prendere in considerazione. “La normativa parla di tutela del consumatore quando acquista il pacchetto – fa presente Caravita - e come va tutelato? Con la garanzia sull’insolvenza, ma tutto il resto? – si domanda il manager -. Il nostro modello legislativo prevede una tutela più ampia per il consumatore, ossia il pacchetto lo può creare l’adv e nessun altro, nella nuova direttiva europea questa tutela non c’è”, fa presente Caravita.

No al "copia e incolla"

Il punto è proprio questo, perchè a quanto è emerso, chiunque (adv, t.o, ma anche l’albergatore, il ristoratore, la guida turistica in quanto professionisti di viaggi), può vendere il pacchetto o due servizi, basta che fornisca una copertura. La nuova direttiva però non dice che debbano essere provvisti anche di licenza. Per questo è “importante come viene recepita la normativa - ribadisce il manager, che al convegno rappresenta la voce delle adv -. In Europa ogni Paese ha un atteggiamento diverso, c’è chi la trasla e chi sta cercando di modificarla. La ratio è chiara, bisogna cercare di armonizzare il recepimento normativo europeo e tutelare il consumatore, sono questi i due cardini della legge”, sottolinea Caravita, che invita a non fare un "copia e incolla della direttiva" ed esorta in modo deciso le associazioni di categoria affinché intervengano e facciano "azioni di lobby" per fare in modo che ciò non accada

Nuova definizione di pacchetto turistico

Il problema che più preoccupa gli addetti ai lavori è che con la nuova direttiva europea “se non si mettono dei paletti la figura del professionista diventa un termine vago”. Ci potrebbero essere, infatti, "delle sorprese, degli aspetti che per le adv sono dirimenti”, afferma Caravita. La domanda posta è come potrebbe cambiare il loro lavoro? Dovranno fare i conti con una nuova definizione di pacchetto turistico, fa presente Federico Lucarelli, consulente legale Fespit. “Si parla di servizi turistici collegati, un tema che ci impegnerà nel prossimo anno. Se guardiamo il nostro ordinamento non è solo una modifica normativa, ma parliamo di regole nuove – spiega Lucarelli -, che modificano i modelli economici del nostro mercato. Parliamo di un’era geologica nuova che si apre”. Il concetto di pacchetto turistico tradizionalmente inteso cambia e si amplia, introducendo quattro nuove categorie, una di queste è il click through”.

Arrivano le circostanze inevitabili e straordinarie

Tra i punti che cambieranno ci sono “i termini di recesso” e la definizione di “causa di forza maggiore”, che viene sostituita con la dicitura “circostanze inevitabili e straordinarie”, ma le responsabilità delle adv non cambiano, anzi tendono ad aumentare, vien fatto presente. Per quanto riguarda il recesso, fa presente Gianluca Rossoni, esperto di diritto del turismo, "fino adesso in base al codice del consumo non c’era il permesso di ripensamento per quei servizi che avevano una data di inizio e di termine prestabilita come nel caso del pacchetto di viaggio”. Ora viene introdotta una variazione. “Nella nuova direttiva viene data la facoltà allo Stato di prevedere la possibilità di diritto di recesso entro 14 giorni dall’acquisto senza bisogno di fornire una motivazione quando l’acquisto viene fatto fuori dai locali commerciali”. In quanto si valuta che l’acquisto non sia stato fatto volutamente, ma che si possa essere stati indotti o invogliati dalle circostanze o dall'ambiente in cui ci si trova, ad esempio se è stato fatto all’interno di un centro commerciale. Nel caso delle circostanze inevitabili e straordinarie, "il consumatore può recedere se si sono verificate nelle immediate vicinanze delle circostanze inevitabili e straordinarie”. Una definizione che non è ben chiara, per questo è stato fatto presente che una circolare interpretativa da parte del ministero degli Esteri e del Mibact “potrebbe essere utile in quanto si parla di annullamento pieno e non c’è tutela per le adv”, fa presente Rossoni.

Un altro tema trattato è quello della revisione del prezzo. Oggi il pacchetto turistico può subire un aumento prima della partenza non superiore al 10%. Con la nuova direttiva il limite viene abbassato all’8%.

I temi su cui soffermarsi sono molteplici, il tempo stringe e l'Italia è in ritardo rispetto ad altri Paesi membri della Ue. Il 1° gennaio 2018 la nuova normativa dovrà essere recepita ed entrerà in vigore a tutti gli effetti il 1° luglio 2018 quando sarà cancellata la vecchia direttiva 90/314. s.v.


 


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