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Ponte del 2 giugno, previste 9 milioni di presenze

31/05/2017 11:18
L'analisi di Cst-Confesercenti: oltre 1 miliardo di spesa. Tassi di occupazione al 90% per le località balneari, bene anche i laghi e le città d'arte

Oltre 9 milioni di presenze previste e consumi per oltre 1 miliardo di euro. Sono le stime sul ponte del 2 giugno elaborate da Cst – Centro studi turistici per Confesercenti su 1.819 operatori della ricettività, sia alberghiera che extra-alberghiera. Le presenze, in crescita del +2,9% sullo scorso anno (nonostante nel 2016 il ponte fosse più lungo di un giorno) si concentreranno soprattutto nel sistema ricettivo ufficiale: oltre 6 milioni, ai quali si devono aggiungere 3 milioni circa di presenze in altre strutture ricettive (locazioni turistiche, case di proprietà, ostelli religiosi). A contribuire alla crescita sono soprattutto gli stranieri (oltre +3,5%), ma si registra un aumento anche del flusso di italiani (+2,5%).

Destinazioni: mare, laghi, città d'arte
Le località marine e lacustri si confermano mete apprezzate sia dalla domanda italiana sia dai mercati esteri, anche se i visitatori stranieri sono orientati in particolar modo verso le città d’arte nazionali. La tendenza positiva della domanda turistica è attesa in tutte le aree del Paese, con valori percentuali più alti nel Nord est e nel Nord ovest; positivi anche i valori del centro Italia, finalmente in recupero dopo i mesi di calo seguiti alla catastrofe del terremoto. A farla da padrone sono le località balneari dove si rileva un tasso di occupazione delle camere disponibili online superiore al 90%; dati importanti anche per alcune località lacuali che si aggirano intorno ad un tasso di occupazione fra l’85% ed il 90%.

Anche le città d’arte, soprattutto le più grandi, si rileva un tasso di occupazione delle camere fra l’80 e l’85%, con punte in alcune città che superano il 90%. Bene anche Roma, dove risultano già riservate l’83% delle stanze rese disponibili sui portali web. Liguria e Toscana sono anche le regioni che registrano le percentuali più elevate di camere già riservate, con un tasso di occupazione intorno al 90%, quasi 10 punti percentuali in più rispetto alla media nazionale. Seguono, nella classifica delle regioni più prenotate, Campania (86%), Friuli e Veneto (entrambe all’84%). Il centro Italia, invece, continua a scontare gli effetti del sisma: nonostante il miglioramento, Molise e Abruzzo rimangono fanalino di coda, con tassi di occupazione del 58 e del 59%. 


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