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I millennial vanno in agenzia per comprare "esperienze"

31/05/2017 15:10
Di Leo traccia il quadro del target, che vede un ricorso al trade del 30-35%

Negli anni Novanta c’erano 130mila agenzie negli Stati Uniti; nel 2014 ne erano rimaste meno di 80mila e nei prossimi anni è previsto un calo contenuto attorno all’1-2% per arrivare nel 2024 a contarne 70mila, ma gli operatori dediti ai sistemi di prenotazione non varieranno. A tracciare questo quadro sul mondo trade statunitense è Roberto Di Leo, fondatore eMinds.

A questo scenario il manager aggiunge un’altra figura, quella degli agenti di viaggi indipendenti ch negli Usa, rispetto all’Italia, macina numeri più alti.

Il senso di tutto ciò? “E’ che negli Usa l’adv non è così in crisi come negli ultimi 20 anni – replica Di Leo -. Su un campione di 1600 clienti che hanno posto la domanda del perché ci si sia rivolti alle agenzie è emerso che la capacità di fornire un supporto per non commettere errori raccoglie la percentuale maggiore delle risposte (89%), seguito da un maggior controllo della prenotazione (87%) e da una conoscenza della destinazione (86), così come la capacità di risolvere problematiche in viaggio è stata enunciata dai partecipanti al sondaggio”.

Ancora una volta da un mercato maturo come quello statunitense emerge l’importanza del ruolo dell’agenzia, in particolare per le motivazioni che inducono a viaggiare:  esplorazione e conoscenza di culture, cucine e pellegrinaggi. In tutto questo il patrimonio di conoscenza dell’adv è il motivo per cui in America si decide di rivolgersi ad un professionista della vacanza.

Di Leo cita poi la società Mmgy come fonte per dettagliare meglio come si è trasformato il ricorso al trade: “C’è molta richiesta di personalizzazione – avverte – ed è interessante il tasso di millennial che è andato in agenzia: il 30-35%, si tratta di un target che fa uso di tecnologie e mostra un diverso approccio all’interazione . I millennial comprano esperienze”, aggiunge. Nel 2010 grazie ai millennial si è speso più di un trilione di dollari in esperienze. Queste sono le esigenze degli attuali e futuri clienti. L’esperienza si condivide (60% dei millennial lo fa) contro il  45% della fascia 35-44 anni, il 34% tra i 45 e i 54 anni e il 17% dei 65enni. l.d.


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