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Turismo internazionale: "L'Italia è una super potenza"

28/06/2017 17:18
Fabio Lazzerini, consigliere delegato Enit, analizza i dati di casa nostra in occasione della giornata di chiusura e di consegna dei diplomi edizione 2016-2017 dell'Università Bocconi

"Nel turismo internazionale siamo una super potenza", Fabio Lazzerini, consigliere delegato Enit, lo afferma guardando dritto negli occhi una platea di giovani pronti ad entrare a far parte di questo mondo, quale nuova forza lavoro, in occasione della giornata di chiusura e di consegna dei diplomi edizione 2016-2017 dell'Università Bocconi. Lo dice, infondendo fiducia e accompagnando le parole con i numeri.

"Nel turismo internazionale il 30% dei cinesi che arrivano in Europa vengono in Italia", prosegue Lazzerini, che spinge a conquistare i "turismi nuovi del Golfo e della Cina, perchè sono più alto spendenti, su questo l'Italia è il numero uno, visto che il 27% di chi viene in Europa da area no Schengen, arriva in Italia". Il turismo dal canto suo come si è evoluto? Diventando "sempre di più esperienziale, se in passato si visitavano i luoghi e si smarcavano, ora si va a vivere i luoghi - asserisce il manager -, perché il digitale ce li ha già fatti vedere, prima di arrivare in loco si sa già tutto".

Il turismo è come la Formula1

Però, attenzione. Lazzerini si sofferma su un esempio a lui caro e lancia così il suo suggerimento, pensando che il turismo oggi è un po' come la Formula1, "se la si vuole vedere bene, allora la si guarda da casa, in quanto ci sono delle ottime riprese televisive, ma se la si vuole vivere, allora si deve andare. Lo stesso avviene con il digitale, ispira, facilita tutte le fasi del processo, ma poi i luoghi li si deve andare a vedere. Questo è l'anno dei Borghi, un'occasione per far conoscere un'Italia minore, dove il turismo che si vive di più è quello esperienziale. Ci si immerge nel capitale sociale - asserisce Lazzerini -, che è fatto per vivere i posti all'italiana ed è anche quello che cercano i turisti, vivere con i nostri ritmi l'offerta". 

Ancora una volta i numeri vengono in aiuto e fotografano la situazione del nostro Paese. "In Italia abbiamo circa 35mila alberghi, di cui il 7/8% è appartenente a catene, il resto sono tutte proprietà individuali", il che vuol dire che non sono tutte uguali e che nel digitale "è quasi impossibile trovare il piccolo albergo. Avere così tanti centri ed essere decentrati è un vantaggio", asserisce il manager.

Un altro punto che lascia in eredità alle nuove leve del turismo è l'analisi dei dati. "E' importante cercare di comprendere cosa vuole il mercato", visto che "la parola segmentazione non è così praticata perchè si cerca di guardare il turismo dal punto di vista dell'offerta, mentre invece si deve guardare ciò che cerca il turista, bisogna sapere cosa chiede". Si può arrivare "a segmentare al singolo turista", anche se è difficile, mentre "per macro aree si può fare". 

Un altro spunto di riflessione è la valutazione dei nostri competitor. Siamo soliti guardare ai concorrenti come Francia e Spagna, ma "dipende dal tipo di turismo - fa presente Lazzerini -, in quanto se consideriamo un appassionato di vino, c'è anche la Nuova Zelanda come concorrente a cui guardare". Un ultimo accenno è stato fatto al turismo sostenibile, di cui l'Italia necessita in quanto abbiamo città piccole, ma è un problema che condividiamo anche con altri Paesi o città, per esempio con Barcellona, o con Amsterdam "che sta pensando a come decentrare il turismo". s.v.


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