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Adv: "La vetrina su strada non è più conditio sine qua non"

11/07/2017 09:12
Nel 2009 c’erano 13mila punti vendita, nel 2016 sono scesi a 8.737, sono 8.600 agli inizi del 2017

Contrazione dei punti vendita. Numeri alla mano GfK traccia le tappe numeriche vissute dalle adv italiane. "Nel 2009 c’erano 13mila punti vendita, nel 2016 sono scesi a 8.737, sono 8.600 agli inizi del 2017 - fa presente Daniele Mastropasqua, industry lead ce&cc travel & hospitality GfK Italia -. Sul fronte del prodotto scompare quello da 300 euro, in quanto è cambiato il mix, in agenzia si vendono, quindi viaggi più costosi”.

I punti vendita sono stati protagonisti anche di un cambiamento nella modalità di approccio al cliente. Basti pensare che “nel 2009 il 91% delle adv aveva un negozio su strada con vetrine, poi sono nati i consulenti di viaggio e nel 2016 la percentuale è scesa all'88%”. Il dato fa comprendere che la vetrina su strada “non è più una conditio sine qua non, in quanto il cliente lo si cerca fuori dalle adv”.

La partita tecnologica
Il vacanziere di oggi com'è? “E' un consumatore evoluto di internet. Infatti, il 76% dei vacanzieri è connesso, mentre il 65% della popolazione è utente internet”, mette in rilievo Mastropasqua, che suggerisce alle adv di “tener presente questo aspetto, visto che i consumatori si connettono da dispositivi fissi, da mobile o facendo un mix dei due”. C’è anche da tener presente che il “consumatore tecnologicamente avanzato è bombardato da un complesso sistema di stimoli”. Nella partita tra webrooming e showrooming si ha che il navigare online “porta ad acquistare in negozio più del contrario. Infatti, ammonta al 25% la percentuale di shopper con device mobile che fa showrooming, ossia si reca in adv, ma poi compera il viaggio su internet. E’, invece, più alta la percentuale di chi fa webrooming (41%), ossia si informa sul web, ma poi perfeziona l’acquisto in adv”. In questo scenario, cosa fanno le adv per comunicare? Ancora una volta i numeri danno il polso della situazione, “il 74% ha un sito internet, di questi il 23% sono siti di network personalizzati per l’adv, il 51% è un sito proprio. Mentre il 5% delle adv non possiede nulla”. Una percentuale che, al giorno d’oggi, non è irrisoria. E' importante, quindi, informare questa fetta di punti vendita se no il rischio “è che si perda il mercato”, ammonisce Mastropasqua. Per un approfondimento dell'argomento rimandiamo al numero 1530 di Guida Viaggi. s.v.


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