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Terme e benessere: serve un "riordino strutturale"

27/09/2017 16:08
Soddisfazione per la prima edizione di Hub Turismo Terme & Benessere ospitata dal 20 al 22 settembre al Palazzo delle stelline di Milano

Si è conclusa la prima edizione di Hub Turismo Terme & Benessere ospitata dal 20 al 22 settembre al Palazzo delle stelline di Milano. Il programma convegnistico ha visto coinvolti 50 relatori, suddivisi in 33 appuntamenti tra tavole rotonde, laboratori tematici e incontri di presentazione aziendali e oltre 60 giornalisti accreditati. Gli espositori di questa prima edizione sono stati 32 fra destinazioni turistiche dall’anima wellness come l’ente del Turismo Sloveno e l’Azienda di Turismo della Val di Sole, terme e Spa italiane ed internazionali come le Terme Krka e il Tevini Dolomites Charming Hotel.

Anche il workshop di venerdì 22 ha visto la partecipazione di diversi soggetti tra agenzie di viaggi, tour operator e Cral nazionali ed esteri per un totale di 59 buyer (49 italiani e 10 stranieri) e 48 seller (6 sloveni e 42 italiani).
Tanti i temi sollevati durante le tavole rotonde e i dibattiti suscitati durante i diversi incontri a dimostrazione del fermento e della necessità di riordino strutturale almeno per quanto concerne questo settore che dal termalismo alle spa presenta alcune lacune e margini di chiarimento.

Aldo Ferruzzi, vicepresidente nazionale Federterme e presidente Forst – Fondazione per la Ricerca Scientifica Termale nel suo intervento ha precisato: “In Italia l’offerta oggi è molto ampia con 380 imprese in 19 Regioni e 180 Comuni per un giro di affari di 1 miliardo e mezzo di euro. Molti comuni hanno terme con una storia di oltre 2000 anni. Avere una lunga storia di per sé non è una prova scientifica di qualità per questo nel 2003 è nata la Forst, per effettuare ricerca sulle proprietà scientifica delle acque e la valenza medica delle destinazioni termali. La ricerca dovrà puntare ad una sempre maggiore specializzazione della destinazione termale rispetto, al massimo una o due tipologie suddivise per zone – Nord, Centro e Sud. Il rilancio del sistema termale dovrà passare attraverso il riposizionamento dei grandi poli termali che hanno una tradizione storica. La maggioranza delle persone che frequentano le spa negli ultimi anni ha meno di 60 anni. Si è notato per le stazioni termali che si sono servite di una comunicazione sui canali social di un significativo abbassamento dell’età anagrafica dei frequentatori. Il pubblico delle terme oggi è trasversale le famiglie e i bambini utilizzano il soggiorno termale soprattutto per la prevenzione. Tutto quello che concerne questo ambito termale deve ancora sviluppare una comunicazione adeguata e corretta, ma la prevenzione sarà la vera protagonista, nel prossimo futuro, delle destinazioni termali, anche in vista di un welfare sempre più attento alla spesa pubblica".

Ferruzzi ha fatto notare che "il cliente/paziente che si rivolge alle terme in realtà poi ritorna perché verifica che, a seguito del ciclo di cure, fa meno uso di farmaci e di antibiotici. C’è bisogno di una codifica più precisa della legge 323 che attualmente è in vigore per poter identificare in maniera precisa la presenza o meno di acqua curativa termale o solo di sorgenti di acque calda, ma non termale, esiste una differenza, ma spesso il messaggio non passa”.

Obiettivo "creare una sorta di geografia internazionale della salute - aggiunge Cinzia Galletto, moderatrice della tavola - in modo che a livello preventivo il turista della salute, in un neologismo curista possa scegliere scientemente la destinazione che può essere più adeguata al suo stato di benessere” .
 


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