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Crescono i turisti che hanno come motivazione di viaggio lo shopping

24/11/2017 15:26
L’Italia sa attrarre shopping tourism? Se ne dibatte al forum italiano sul tema ideato da Risposte Turismo

Si sta svolgendo in queste ore a Roma il forum italiano dedicato a Shopping Tourism, iniziativa ideata da Risposte Turismo per sostenere lo sviluppo del turismo dello shopping in Italia e contribuire alla sua conoscenza.

Secondo i dati evidenziati dall’Italian Monitor 2017, report presentato nel corso dei lavori, il 5,7% dei turisti intervistati (su un campione di 2500 soggetti) nelle città di Roma, Firenze, Milano, Torino e Venezia, equivalenti ad 1,5 mln di arrivi internazionali, ha dichiarato che lo shopping è la motivazione principale del viaggio.

L’Italia concentra il 15% del tax free shopping a livello europeo, con Milano che svetta in cima alle classifiche di gradimento degli stranieri, seguita da Roma, Firenze e Venezia. L’indagine evidenzia che la spesa media procapite giornaliera per lo shopping è di 28 euro se si considera l’intero campione analizzato mentre per gli shopping tourist in senso stretto sale a 110, con il 60% speso in abbigliamento, il 17% in accessori e pelletteria ed il 4% in cosmetica e profumeria. Chi spende di più è il mercato giapponese, seguito dalla Cina, dalla Russia, dalla Svizzera e dagli Usa.

L’Italia sa rispondere alle esigenze di questa nicchia di turismo? Sappiamo attrarre shopping tourism? Gli interventi sull’argomento si sono susseguiti, al fine di fornire spunti e riflessioni per leggere meglio questo fenomeno in crescita e dal potenziale particolarmente elevato nel nostro Paese: “L’Italia è il 1° brand a livello mondiale e sappiamo che i turisti di tutto il mondo se chiudono gli occhi e pensano a dove vogliono andare pensano al nostro Paese - il commento di Francesco Palumbo, direttore generale turismo al Mibact - purtroppo un collegamento così preciso tra turismo e shopping ancora non c’è, dunque che cosa possiamo fare? - si interroga - un’idea è quella di trasformare i centri storici delle città in centri commerciali naturali, che possano cioè diventare vetrine delle produzioni di qualità, di prodotti del territorio, collegati all’esperienza di visita, prodotti che solo in Italia possono essere acquistati”.

“Gli stranieri acquistano perché vogliono portare a casa il lifestyle italiano - dice Massimo Torti, segretario generale della Federazione Moda Italia - e sono stimolati se spendono i loro soldi per qualcosa che sa anche regalargli un’esperienza emozionale, Woolrich per esempio - racconta Torti - ha da poco aperto a Milano una Ice Room, pronta ad essere esportata in tutto il mondo, che è un chiaro esempio di come il turismo possa essere contaminato dallo shopping”.

Global Blue, con le 3 lounge dedicate ai turisti extra Ue che fanno shopping a Milano, Venezia e Roma, crede sia fondamentale dare a questo genere di turismo un’assistenza e buone informazioni, mentre McArthurGlen, che con i suoi 24 outlet a livello mondiale cresce del 13% e realizza un fatturato pari a 4 mld di euro, ritiene essenziale la scontistica coniugata a contesti, anche architettonici, che sappiano valorizzare l’aspetto culturale delle località in cui sorgono gli outlet.

Da osservatore privilegiato sul mondo dei pagamenti, Mastercard conferma che quelli via mobile sono sempre più diffusi. “Bisogna focalizzare l’attenzione sui brand storici legati al territorio - l’idea di Alberto Baldan, a.d. di Grandi Stazioni Retail - nelle stazioni Italiane transitano 750 mln di persone l’anno, nella sola stazione Termini di Roma ne passano 450mila al giorno, e tutti possono acquistare tutto, online o altrove nel mondo. Il territorio è la chiave - secondo lui - e poi c’è il comfort, che spinge il visitatore a trattenersi di più all’interno di una stazione e di conseguenza a spendere cifre maggiori per gli acquisti e i consumi”.

Costruttiva anche la testimonianza di Raffaele Pasquini, head of marketing & business development di Adr: “All’aeroporto di Fiumicino transitano 41 mln di passeggeri l’anno - ha detto - la sfida è costruire esperienze di shopping piacevoli in un ambiente già molto stressante per il passeggero”. a.te.
 


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