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Il lungo raggio low cost fa bene agli scali regionali

28/11/2017 13:27
Le tratte aeree a basso costo long haul in partenza dall’Europa hanno registrato negli ultimi anni una crescita importante; previsione di share attorno al 30-40%

Le tratte aeree low cost lungo raggio in partenza dall’Europa hanno registrato negli ultimi anni una crescita importante, passando dalle 14 del 2013 alle 33 del 2015 sino alle 87 del 2017. E’ questo uno dei dati che emerge dall’ultimo studio Aci Europe.
Alla base di questo successo il costo mitigato del petrolio combinato con la domanda in crescita di trasporto aereo per motivi di piacere e l’avvento di nuovi aerei “rivoluzionari in termini di efficacia”, riferisce lo studio.

Una crescita, questa, di cui hanno approfittato gli scali di dimensioni medie e regionali, che sono entrati in un mercato, quello del lungo raggio appunto, in mano ai grandi hub europei. Qualche esempio? L’aeroporto di Cork con il collegamento Norwegian per Boston e quello di Manchester collegato a Puerto Vallarta in Messico.

Lo studio evidenzia, poi, la convergenza crescente tra i modelli low cost e classico.
Il low cost lungo raggio dovrebbe arrivare al 30-40% del traffico aereo mondiale”, ha dichiarato Marc Rochet, pdg di d'Air Caraïbes. Dopo Norwegian, Wizzair, FrenchBlue e Eurowings, Joon, che inizierà ad operare a dicembre sul medio raggio, in primavera passerà sul lungo raggio. Dal canto suo Iag conta sulla filiale low cost Level, che da giugno opera da Barcellona, e dovrebbe fare di Parigi Orly una sua nuova base.


 


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