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Viaggi d’affari, si torna ai livelli pre-crisi

14/02/2018 09:54
Presentato ieri in Bit il nuovo Osservatorio

È stato presentato ieri in Bit il Nuovo Osservatorio sui viaggi d’affari (Nova). “In un anno positivo per la economia e il commercio - ha affermato il professor Andrea Guizzardi, redattore dell’indagine, che ha il supporto del Centro Studi avanzati sul turismo della università di Bologna ed è promossa da Airplus, Hrs, Lufthansa e il Gruppo Zucchetti - il numero dei viaggi è tornato ai livelli del 2007. La crescita (+3,5%), supportata da una grande vivacità del terziario è trainata dalla ottima performance del mercato nazionale (+3,9%), mentre la minore espansione del segmento internazionale (+2,9%) che vede Brasile, Canada, Cina, Giappone e Germania quali destinazioni preferite è comunque nel segno del trend positivo che ha visto crescere questo mercato nell’ultimo decennio”.

Cresce l’escursionismo d’affari con un +4%, riducendo la durata media dei viaggi nazionali ed europei. Effetto della crescita delle opportunità di trasporto e dalla convinzione di poter ottenere risparmi economici e guadagni di produttività organizzando le trasferte in giornata.

Finisce la supremazia del treno, stabilizzandosi la quota tra chi sceglie quest’ultimo e l’aereo, con quote di mercato che crescono in modo equivalente. La auto si conferma quando possibile si conferma preferita dai viaggiatori d’affari; si ferma il downsizing delle flotte e si affacciano modalità condivise. Anno favorevole per i viaggi individuali per incontrare clienti e fornitori, dato ancora pilotato dal terziario (+5,4%). Bene anche il Mice (+2,7%).

La spesa per viaggi di affari sale a 19,7 mld di euro, in aumento del 5,1%. “Il risultato però è inferiore alle aspettative dato il forte incremento nei prezzi di beni e servizi collegati alle trasferte, ma quanto  - spiega Guizzardi – questa apparente efficienza di acquisto sia collegabile alla diffusione degli schemi di tariffazione dinamica e quindi a un reporting dei costi di viaggio parziale non è possibile stabilirlo”. Per l’anno in corso i travel manager sono positivi e lo prevedono in crescita, specie tra chi gestisce elevati volumi di spesa. Anche sul periodo 2016-2018 prevalgono gli ottimisti e ben il 63% degli interpellati non si attende diminuzioni di spesa. Si prevede dunque un incremento della spesa 2018 tra 2,5% e 4%.


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