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Linkedin e le adv: il business è la relazione

27/02/2018 15:14
Non ha dubbi Cristina Triola di Europ Assistance Italia, sul fatto che le adv dovrebbero approcciarsi maggiormente a questo social network, che in Italia conta 11 milioni di utenti

Il business offerto da Linkedin? La relazione. Non ha dubbi Cristina Triola, advertising e social media manager Europ Assistance Italia, sul fatto che le adv dovrebbero approcciarsi maggiormente a questo social network per una serie di motivi che lo rendono un canale dal potenziale interessante. 

I punti a favore

In primis per il fatto che esiste "un target vero, formato da persone reali, con una certa capacità economica importante ed una professione. Basti pensare che Linkedin è una piattaforma per cercare lavoro e per fare recruiting - osserva Triola -. E rispetto a Facebook, sul target a cui rivolgersi, ha un pubblico più definito”. 

Tra i punti a favore, il fatto che possa essere utilizzato come un canale da cui ricavare "notizie e punti di vista diversi sul mercato”. Da non sottovalutare il fatto che sia "ancora una opportunità, infatti le adv vi si possono posizionare facilmente in quanto non ci sono ancora tante realtà di questo tipo - afferma la manager -. Ed arrivare per primi, si sa, è più competitivo”.

Il brand e la privacy

"Una questione di branding per la persona e per l'azienda". I due aspetti sono fortemente correlati. Se il profilo della persona è curato, avrà una ricaduta positiva anche sulla pagina dell'azienda. Per questo è bene avere entrambe le pagine e, come sempre si deve fare per i canali social, aggiornarle in modo costante. Da qui la necessità di curare la propria immagine, con il consiglio "di inserire foto professionali. Linkedin, inoltre mette a disposizione un minimo di analitycs, per sapere se qualcuno ha visitato il mio profilo e chi". E' buona norma, ricorda la manager, "controllare i livelli di privacy, fare un check di ciò che si vede pubblicamente". Attenzione però, sì al brand, ma non solo, perchè "sono i contenuti che fanno la differenza - afferma Triola -. Per questo si deve avere un piano editoriale per creare relazione a livello personale e, a livello aziendale, per illustrare cosa fa l'adv, per raccontare i viaggi e la sua specializzazione". 

Scrittori si diventa

Un aspetto interessante da valutare è che Linkedin può rappresentare un'occasione per “raccontare cosa fa l’adv in chiave nuova, anche attraverso l’opportunità di scrivere articoli, per farlo si deve entrare nella piattaforma pulse". Si possono aggiungere foto, video, link che rimandano al sito aziendale, fare edit di contenuti. Il che permette alle adv di presentarsi come expertise della materia. La chiave è proprio questa, "posizionarsi come esperti di viaggi, come persona che segue la parte di innovazione legata al turismo e poi informare le persone che mi seguono". L'obiettivo è crearsi delle relazioni e poi fornire consulenza, per diversificarsi rispetto a ciò che si trova online. Quanto alla rete di contatti non sono importanti tanto i numeri "quanto l'attinenza e veridicità, cioè è basilare mettersi in contatto con chi si conosce realmente. All'interno del profilo si può indicare i motivi per cui essere contattati, quindi è bene seguire le regole. E' meglio evitare di chiedere un contatto per fare proposte commerciali, bisogna prediligere relazioni e informazioni". Se poi ci si occupa di incoming, scrivendo in inglese si può raccontare un territorio, rivolgendosi a t.o. che programmano l'Italia, è un modo per farsi notare e promuovere la propria attività.

Qualche cifra

In Italia sono 16 milioni gli instagrammer e 11 milioni gli utenti di Linkedin, nato nel 2003 come piattaforma di professionisti, tra i social, è quello che cresce di più (in Italia). s.v.


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